Ascolto “
Reckless” e mi sorge il dubbio che mi siano ricresciuti i capelli e mi viene istintivamente voglia di indossare il mio giubbotto di
jeans con le toppe.
Fermo restando che la suddetta illusione dura meno di un secondo (ahimè la chioma è irrimediabilmente “andata” e il mio glorioso
denim jacket è almeno due taglie troppo piccolo per poter essere rispolverato …), a persistere è invece la capacità di
Chez Kane e del suo fidato
pard Danny Rexon (Crazy Lixx) di rievocare con innato buongusto la gloriosa epopea degli
eighties, alimentando la loro proposta musicale con dosi massicce ma non fastidiosamente artificiose di suggestioni espressive targate
Fiona,
Robin Beck,
Pat Benatar e
Lee Aaron.
Sensazioni, in realtà, esposte fin dal debutto della
rockeuse britannica e che in questo terzo lavoro sembrano, se possibile, ancor più nitide e incisive, in una sorta di percorso di “consapevolezza” dei propri mezzi e della propria attitudine artistica che appare rafforzato e consolidato.
Se vi piacciono questi suoni sarà difficile non subire il fascino di una
title-track che potrebbe tranquillamente far parte della colonna sonora di una pellicola d’ispirazione
ottantiana, non finire conquistati dalle pulsazioni a tinte pastello di “
Personal rock n' roll”, o ancora non fremere di tensione emozionale per l’ardore sensuale e crepuscolare concesso a “
Night of passion”.
Tutta “roba” apertamente nostalgica e ciononostante gestita con la cultura e la classe necessarie per impedire all’ascoltatore di tacciare l’intera operazione di una sterile rilettura dei “classici” del genere, e in quest’ottica si collocano anche gli ammiccamenti di “
Strip me down” e “
Tongue of love”, mentre “
Love tornado” sconta qualcosa in fatto di efficacia nonostante una struttura pensata per le “arene”.
Anche “
Bad girl”, con il suo clima arioso e incalzante, finisce per lasciarsi ascoltare senza particolare trasporto, impulso che invece è garantito dalla suggestiva “
Street survivor”, dai lustrini di “
Too dangerous” e dal graffio elegante e contagioso di “
Bodyrock”, a conclusione di un albo, nel suo settore di riferimento, di notevole caratura.
Chez Kane si conferma, dunque, una delle migliori interpreti dell’
hard melodico “tradizionale”, autorevoli e coerenti nel sostenere un po’ tutti i
cliché che lo hanno reso uno dei generi musicali più solari, spavaldi, spensierati ed edonisti della storia del
Rock … riuscire a non scadere nella parodia è un’impresa da non sottovalutare e dal momento che “
Reckless” c’è riuscito così bene non si può far altro che accoglierlo tra le manifestazioni soniche dai tratti convenzionali capaci di produrre importanti benefici psicologici ed emotivi.
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