25 anni di onoratissima carriera, una costanza nella proposta che ha del commovente, una manciata di dischi tra l'inutile e il dannoso in mezzo, ma Sabine, Lanvall, e tutta la brigata degli
Edenbridge sono tornati alla carica.
Forti di un nuovo contratto con la Spv, ci offrono questo nuovo "
Set the Dark on Fire" che cerca la produzione 'grossa', le chitarrone e il cosiddetto 'effetto Epica', ma per fortuna senza growls. E così, pur mantenendo intatto il DNA Edenbridge, l'album si colora di pezzi dal sapore orientaleggiante, aperture celtiche, cariconi da 90 e una bella suite finale spalmata su 4 brani.
C'è davvero di tutto, insomma, dentro "Set the Dark...", e pur ammettendo di non aver particolarmente apprezzato una produzione così tirata a lucido, che un po' fa perdere immediatezza ed urgenza ad un album del genere, almeno posso godere del fatto che, a distanza di tanti anni, gli Edenbridge non mi abbiano rifilato il solito disco copia-incolla, ma finalmente un album con delle idee, che si concede il lusso di rischiare e che si fa ascoltare con piacere. E' un capolavoro? No, per niente, ma almeno è bell'album, e di questi tempi è tutto grasso che cola. Lunga vita agli Edenbridge!
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