Copertina 7

Info

Genere:Death Metal
Anno di uscita:2023
Durata:32 min.
Etichetta:Brilliant Emperor Records

Tracklist

  1. HARBINGER OF THE ABYSS
  2. HACKED AND BUTCHERED
  3. LIVING CATATONIC
  4. IMPULSIVE CONVULSIONS
  5. INCINERATED
  6. DESOLATE WASTELAND
  7. ROTTEN, DRIED, AND MUMMIFIED
  8. ROADSIDE BURIAL
  9. ENTRENCHED IN DECAY
  10. EROSION OF GODS

Line up

  • Zac Sale: drums
  • Chinch: guitars
  • Mike: vocals
  • Shane: guitars
  • Alannah: bass

Voto medio utenti

Uno dei tanti motivi che mi hanno fatto scegliere di recensire questo secondo full length degli australiani The Plague è stato senza dubbio la copertina, tanto diretta e semplice nella sua impostazione (e probabilmente anche eccessivamente rivista), quanto efficace nell'attirare la mia attenzione e nel farmi predisporre all'ascolto di un disco che, speravo, avrebbe rispettato le mie aspettative e prime impressioni. C'è da dire che non sono state nè rispettate nè abbassate, ma ciò che mi son trovato davanti è stato assai migliore di quanto mi aspettassi. La band suona un death metal misto ad alcuni passaggi thrash, con uno stile molto diretto, breve, coinciso e che, pur viaggiando quasi costantemente su binari spediti, non pecca di originalità. Nati nel 2016,dove poi nell'anno precedente è seguito un primo EP, il resto della discografia si è sviluppato nel periodo post lockdown, dal 2021 ad oggi con la pubblicazione prima di 'Within Death', e poi di questo 'Erosion Of Gods'.

Immagine


Come detto, la band non spreca minuti inutili per riempire il disco, ma ogni canzone (esclusa l'iniziale 'Harbinger of the Abyss') va dritta al punto colpendo l'ascoltatore come un vero e proprio macigno. Ci sono comunque dei piccoli momenti qua e là che permettono di tirare un attimo il fiato, se così si può dire, come ad esempio la parte centrale più rallentata di 'Roadside Burial' o di 'Incinerated' dove il suono grasso delle chitarre ricorda alla lontana gli Entombed di Clandestine. A farla da padrone però è il growl di Mike Ryan (qui solo Mike) che alterna passaggi più gutturali e profondi ad altri dove sembra di sentire una sferzata di vento gelida e pungente in faccia, prendasi ad esempio il chorus di 'Rotten, Dried And Mummified', e dove anche il lavoro effettuato da Zac Sale alle pelli non è da sottovalutare. Ci si perde un attimo nelle finali 'Entrenched in Decay' e Titletrack, troppo standardizzate, ma ad un giudizio complessivo il risultato è assolutamente appagante.

Una durata più che ottima e non pesante che porta, a mio parere, 'Erosion Of Gods' ad essere uno dei dischi death metal del 2023 che non devono essere ascoltati tanto per, e poi andare su altro, ma su cui mettere un promemoria e ricordarsi di questi ragazzi al prossimo album. Good job!

Recensione a cura di Francesco Metelli

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