Copertina 7,5

Info

Anno di uscita:2023
Durata:37 min.
Etichetta:Dying Victims Productions

Tracklist

  1. SERPENT'S CALL
  2. MALICIOUS STIRRING
  3. AWAITING THE GALLOWS
  4. DEACON OF DEATH
  5. NUNS ARE NO FUN
  6. PYROMANIAC
  7. BURN
  8. THE ORIGINAL SIN
  9. RITUAL
  10. VIOLENT SIN
  11. STRIKE FROM THE UNDERGROUND

Line up

  • Machielucifer: bass
  • F. Sinister: guitars
  • R.D. Jawbreaker: guitars
  • Y.V. Skullsmasher: drums
  • Marquis F. Morbidus: vocals

Voto medio utenti

Attivi da un paio d'anni, sin dal 2016, ma con la pubblicazione di soli due demo, sono arrivati al tanto agognato debutto anche i belgi Violent Sin, band speed/thrash metal che, seguendo gli stilemi più classici del genere, affonda le proprie radici nel sound di band come primi Slayer, Kreator e Sepultura, Venom, ed Exciter. Son dovuti passare ben 5 anni dalla release dell'ultimo demo, ma 'Serpent's Call', introdotto da un eccellente copertina, ha tutto quel che serve per essere amato e ascoltato senza fatica dagli amanti degli stilemi di questo genere, grazie anche alla durata non eccessivamente lunga, sotto i quaranta minuti, e una durata media dei singoli pezzi che si aggira sui tre minuti.



Un viaggio nei primi anni 80' senza ombra di dubbio, con rasoiate come 'Malicious Stirring', che ha dalla sua anche un ottimo ritornello, o 'Strike From The Underground', che sembra uscire direttamente da 'Endless Pain'. Le chitarre non si fermano mai, nessuna apertura melodica, nessun intermezzo, e i Violent Sin mischiano saggiamente la furia nei riff con un'aria volutamente retrò che riesce ad avere un ottimo impatto, non risultando quindi eccessivamente nostalgica. 'Deacon Of Death', 'Burn', o ancora 'The Original Sin', pezzi lanciati a tutta velocità che, al contrario di come succede spesso con dischi del genere, mantengono tutti una loro precisa identità senza andare a confondersi l'un con l'altro. Marquis F. Morbidus inoltre ha un cantato molto aggressivo, forse un po' eccessivo quando si tratta di puntare su tonalità alte, ma che comunque ben si sposa alle atmosfere dell'album.

'Serpent's Call' non è nenche lontanamente un album perfetto, ma è quel prodotto che cercate se avete voglia di (ri)tuffarvi in quelle atmosfere di quarant'anni fa, e ogni tanto non fa sicuramente male, se il disco in questione è realizzato così bene.

Recensione a cura di Francesco Metelli

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