Copertina 8

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2023
Durata:48 min.
Etichetta:Soulseller Records

Tracklist

  1. THE WINGS OF MY DREAMLAND (INTRODUCTION)
  2. TELL DE DøDE
  3. IN THE WOODS...
  4. CREATIONS OF AN ANCIENT SHAPE
  5. WOTAN'S RETURN
  6. HEART OF THE AGES

Line up

  • Jan Kenneth Transeth: vocals
  • Christopher Botteri: bass
  • Christian Botteri: guitars
  • Oddvar A:M: guitars
  • Anders Kobro: drums

Voto medio utenti

Questo demo l’ho letteralmente consumato al tempo, me ne fecero una copia degli amici quand’ero poco più che adolescente e soprattutto quasi del tutto digiuno di sonorità estreme.
Finalmente ora si può di nuovo godere la ristampa di questo pezzo di culto della seconda ondata del black metal proveniente dalle lande scandinave.
I norvegesi conosciuti poi per un’evoluzione sonora che li allontanò dalle origini salvo poi riconnettersi con gli ultimi due recenti lavori, qui erano dei giovincelli ma con le idee chiarissime.
Nonostante l’altalenante qualità sonora, stiamo pur sempre parlando di un demo tape del 1993, i brani hanno un fascino ineguagliabile partendo dall’evocativa introduzione “The wings of my dreamland” dal tappeto fatto di arpeggi acustici con tastiere ed un intervento vocale parlato.
La lunga “Tell de døde” dalle chiare stimmate black metal, suono gelido di chitarra, tempi cadenzati ma con cambi veloci, voce pulita che fa il paio con urla acidissime, eppure nonostante il minutaggio ampio scorre via veloce grazie ad una scrittura felice.
Altra grande composizione è la monumentale “Wotan’s return” dal piglio epico e viking; mid tempo serrato ma con sfuriate veloci con una parte centrale che già fa capire quale sarebbe stata l’influenza dei nostri, questa traccia rifinita sarebbe finita dritta dritta nel debut album che uscirà due anni dopo su Misanthropy.
Come ciliegina sulla torta ecco la versione primigenia della titletrack del primo album; “Heart of the ages” registrata nel 1994 presenta una qualità sonora migliore e vede l’evoluzione della formazione norvegese con un brano drammatico, lento punteggiato da interventi vocali femminili e riffing melodici.
Davvero una bella ristampa che andrebbe posseduta da tutti gli amanti del black metal che si rispetti, perché il culto vero è vivo e questa ristampa, dedicata allo scomparso chitarrista della band Oddvar Moi nel 2013, ne è la prova, applausi.
Recensione a cura di Matteo Mapelli

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