Copertina 7

Info

Genere:Death Metal
Anno di uscita:2022
Durata:44 min.
Etichetta:Unorthodox Emanations

Tracklist

  1. VISITOR FROM TITAN
  2. GHOST WAR
  3. SWARM
  4. NIGHTMARE HALL
  5. CLOSED MINDS
  6. GIANTS BELOW US
  7. VISION ABDUCTED
  8. TODAY IN BATTLE
  9. FALLING STARS
  10. INTERDIMENSIONAL

Line up

  • Ian Spencer: bass
  • Gabriel Lewandowski: drums
  • Sean Hairy Valentine: guitars (lead)
  • Ed Mowery: vocals, guitars
  • Ryan ONeill: keyboards

Voto medio utenti

Tiwanaku è il curioso monicker scelto da Ed Mowery (ex Nocturnus) per la sua “nuova” creatura musicale, che poi tanto “nuova” non è, considerando che la band nasce nel lontano 2003, ma dopo un demo ed un singolo, solamente a fine 2022 riesce a vedere pubblicato il proprio esordio discografico, intitolato Earth Base One, per merito della nostrana Unorthodox Emanations.

L’obiettivo di questo disco, nemmeno tanto velato, consiste nel riesumare, reinterpretandole in chiave moderna, le tipiche sonorità che furono il vero e proprio marchio di fabbrica dei Nocturnus, ormai (ahimé) ben 3 decadi or sono, ovvero un death metal tecnicamente molto complesso ma, al tempo stesso, corposo e angosciante, impreziosito dalla presenza a tempo pieno delle onnipresenti tastiere (all’epoca quasi un "sacrilegio" per il genere, se si escludono rarissime eccezioni come, ad esempio, i visionari olandesi Phlebotomized) che creano atmosfere particolarmente intense, oniriche e spesso anche inquietanti.

I Tiwanaku, pur con alti e bassi, riescono abbastanza bene nel loro intento; certo, è pur vero che oggi è abbastanza difficile riproporre al pubblico la stessa spontaneità degli anni ’90 quindi, dal punto di vista del cuore, un paragone col passato risulterebbe impietoso.
Tuttavia, se analizziamo questo lavoro semplicemente per quello che è, risulta abbastanza evidente che siamo dinnanzi ad un album discreto, che cresce con gli ascolti e che ha degli evidenti punti di forza in determinati brani, quali la spettrale Ghost War, l’affascinante Vision Abducted, in cui la bellezza delle tastiere affidate a Ryan O’Neill raggiunge l’apice, conferendo al pezzo addirittura un pizzico di epicità, la possente Today In Battle, dove si trova l’assolo più bello di tutto il disco, ad opera del bravo Sean Hairy Valentine (ex Vermithrax), o ancora, la conclusiva Interdimensional, traccia che lascia l’ascoltatore interdetto, per le sue inattese aperture melodiche dopo tanta oppressione, come se tutta la carica claustrofobica accumulata dal disco nei suoi precedenti capitoli, sfociasse in linee melodiche inaspettatamente ariose cantate, per la prima volta, in “clean” da Mowery, che dimostra di avere una bellissima voce, tra le altre cose.

Earth Base One é, nel complesso, un platter caratterizzato da un sound massiccio, oscuro e soffocante, dominato da apprezzabili e costanti tecnicismi di chitarra, ritmiche serrate ed atmosfere mistiche, create ad arte da suadenti tastiere mai fuori luogo; un album certo non adatto a tutti, in cui un death metal estremamente tecnico si mischia con il prog, creando composizioni dalle strutture cangianti, in continua evoluzione e mai banali.
Se però, come il sottoscritto, amate il genere, si tratta di un lavoro riuscito, sempre se non commetterete l’errore di fare dei paragoni con un passato che ormai non esiste più, se non nei nostri ricordi, un confronto con "ciò che fu" non avrebbe alcun senso, per cui il mio consiglio è: godetevi il disco per quello che è.

Buon ascolto!


Recensione a cura di Ettore Familiari

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