Copertina 6,5

Info

Genere:Death Metal
Anno di uscita:2022
Durata:18 min.
Etichetta:Hells Headbangers Records

Tracklist

  1. NUNSLAUGHTER - FREE FROM CHRIST
  2. NUNSLAUGHTER - THIS CROSS WAS BUILT FOR YOU
  3. NUNSLAUGHTER - LEAVE ME IN MY GRAVE
  4. BLOOD - IMPERATOR
  5. BLOOD - PARASITE
  6. BLOOD - BE DOOMED
  7. BLOOD - SADIST

Line up

  • Nunslaughter
  • Don of the Dead: Bass, Vocals
  • Tormentor: Guitars
  • Wrath: Drums
  • Detonate: Bass
  • Blood
  • Satanic Taki: Bass
  • Destroyer Eisen: Guitars
  • Ventilator: Drums
  • Martin Witchskinner: Vocals
  • Chuck: Vocals, Guitars

Voto medio utenti

I Nunslaughter appartengono a quella schiera di band schiette e genuine che possono appuntarsi sul petto la medaglia del death metal abrasivo e senza fronzoli.

Come loro abitudine, eccoli tornare in pista con l’ennesima collaborazione (questa volta con gli altrettanto storici Blood) e l’ennesima manciata di brani che faranno felici i deathster che amano la musica veloce, diretta e istintiva.

“Free from Christ” è un pezzo che sembra uscito dalla penna di Chris Reifert piuttosto che da quella di Don Of The Dead, un death/doom cadenzato che puzza di Autopsy. “This cross was built for you” possiede un bel groove – di quelli che ti fanno muovere il collo a tempo per intenderci – pur restando fedele ai concetti di linearità e semplicità. Nessuna novità, ma molto accattivante.
“Leave me in my grave” invece parte come un razzo, sostenuta da una classica ritmica d-beat di matrice punk, per poi rallentare su un altrettanto classico midtempo e ripartire ancora per un convulso finale dove i vari strumenti si rincorrono fra loro.

I tedeschi Blood, altra band dalla pelle dura e coriacea, aprono il loro giro di danze con “Imperator”, un preludio praticamente strumentale in cui on mancano spunti tipici di un metal ammiccante all’horror. Antipasto al macello convulso di “Parasite”, brano brutale declinato col suffisso –core in cui la band tedesca usa il machete con vigore.
Con “Be doomed” e invece siamo proprio in pieni territori grind fine anni 80/90 con tutti gli elementi tipici caratterizzanti di quel periodo: serrata e gorgogliante
Chiude “Sadist”, in cui si ritorna al letale e conflittuale mix death/grind in cui emerge prepotente il drumming adrenalinico di Ventilator: anche in questo caso musica corrosiva come il vetriolo.

Uno split interessante di buona fattura questo di Nunslaughter e Blood, destinato però esclusivamente ai cultori del genere che ne apprezzeranno la genuina ferocia.

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