Copertina 8

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2022
Durata:55 min.
Etichetta:Frontiers Music

Tracklist

  1. BEFORE THE LIGHT
  2. SHE HIDES BEHIND
  3. GENERATION MIND
  4. EAGLES FLY
  5. SEE YOU CRY
  6. KILLER ON THE LOOSE
  7. MIRACLE
  8. HOW DO YOU FEEL
  9. LONG WAY DOWN
  10. CROWN
  11. WICKED THE DAY
  12. I WILL FOLLOW

Line up

  • Robin McAuley: vocals
  • Reb Beach: guitar, backing vocals
  • Jeff Pilson: basso, keyboards, backing vocals
  • Matt Starr: drums, percussions

Voto medio utenti

Quando un “supergruppo” arriva al secondo disco, e lo fa mantenendo intatta la propria line-up, spesso si tratta di un buon segno, specialmente se il lavoro d’esordio si era dimostrato qualcosa di più e di meglio di una semplice ostentazione di “mestiere”.
I Black Swan di “Generation mind” confermano che le emozioni ampiamente appaganti procurate da “Shake the world” non erano state il risultato di un’abile mistificazione dei sensi, attuata da scaltri “professionisti” del rock e anzi rafforzano l’idea che dietro ad una preparazione impeccabile sotto il profilo tecnico e culturale, c’è anche uno slancio ispirativo davvero spiccato, alimentato da uno spirito incrollabile e da sostanziose motivazioni artistiche.
Appurato che la laringe di Robin McAuley è in un invidiabile stato di “forma fisica” ed espressiva, che la chitarra di Reb Beach è un marchio di garanzia per sensibilità, fantasia e buongusto e che la sezione ritmica Pilson / Starr è semplicemente una delle più equilibrate e precise della “scena”, quello che sorprende ancora una volta è la qualità del songwriting, “classico” nella formula e altamente coinvolgente nella sostanza, tanto da rendere l’opera una collezione pressoché inattaccabile di potenziali hits.
Un hard-rock al contempo grintoso, istantaneo e di “classe”, adescante nelle linee armoniche e nella gestione dei cori, pulsante e ammaliante come davvero pochi altri in questo primo quadrimestre del 2022.
Fin dall’iniziale (dopo l’introBefore the light”) "She hides behind”, edificata su un ritornello “a presa rapida”, il programma sciorina una collezione di frammenti sonici assolutamente elettrizzanti, almeno se considerate Scorpions, Whitesnake, MSG, Winger e Dokken nomi fondamentali nella favolosa narrazione dell’hard n’ heavy.
Ed ecco che la title-track e “Killer on the loose” si muovono proprio sulle medesime coordinate degli artropodi tedeschi (gettando un bel “guanto di sfida” al loro “Rock believer”), “Eagles fly” striscia sinuosa e guizzante nei sensi sfruttando le meravigliose prerogative emozionali dell’hard-blues e “See you cry” aggiunge alle suggestioni uditive scorci dell’indimenticabile epopea del class-metal californiano.
Miracle” mescola severità e seduzione con notevole efficacia e lo stesso si può affermare, in ambito passionale, per “How do you feel”, pilotata dal pathos elargito in maniera copiosa da una voce troppo poco incensata dalla comunità rockofila.
Dopo una “pausa” a rimuginare sui sentimenti, è tempo di tornare a suoni più viscerali e ficcanti, e in questo senso credo non sarà tanto facile trovare in giro qualcosa di superiore a “Long way down” e, soprattutto, alla vagamente Van Halen-escaCrown”, alle cromature scintillanti di “Wicked the day” e alla trepidante raffinatezza di “I will follow”, tre autentici balsami per l’anima di chi ama il genere e le belle canzoni.
I Black Swan si confermano una “all-star band” di enorme livello, o forse sarebbe meglio dire che siamo di fronte ad un gruppo di musicisti straordinari, per talento, attitudine, maturità e stimoli, per nulla interessati a vivere nel riflesso di “glorie passate” e splendidamente inseriti nel presente del ricco rockrama internazionale.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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