Copertina 7

Info

Anno di uscita:2021
Durata:46 min.
Etichetta:Rockshots Records

Tracklist

  1. OUVERTURE 2040
  2. SIDERAL GROOVE
  3. SUN INSIDE ME
  4. DARK SIDE OF THE SUN
  5. GOLDEN MIND
  6. EMPIRE OF THE END
  7. CANNIBAL STAR
  8. BREAKING THE BLACK STARS
  9. TUNNEL OF LIGHT
  10. LIKE A MONSTER
  11. CONTAMINATE ME

Line up

  • Thibaud Ponthet: drums
  • Ayman Mokdad: guitars, bass
  • Rodolfo Lima Sproesser: keyboards
  • Emmanuelson: vocals

Voto medio utenti

I Venus Syndrome, band francese proveniente dalla regione di Auvergne-Rhone-Alpes, nascono come una delle tante cover band dei Dream Theater e, dopo l’omonimo debutto del 2020, a solo un anno di distanza, pubblicano il suo successore, intitolato Cannibal Star.

Le radici della formazione transalpina tuttavia, non devono trarre in inganno, lo stile dei VS è basato più sull’immediatezza, piuttosto che su articolati tecnicismi o su una struttura particolarmente elaborata delle songs, tipiche invece di Petrucci e soci e la cosa appare evidente già dalla durata delle varie tracce, che non supera mai i 4-5 minuti.

I componenti dei Venus Syndrome, ovvero Thibaut Ponthet (batteria), Florian Guidat (basso), Ayman Mokdad (chitarra), Rodolfo Lima Sproesser (tastiere) ed Emmanuelson (voce), pur essendo ovviamente amanti del metallo pesante, sono tutti musicisti dallo spiccato gusto melodico ed in effetti si nota immediatamente che Cannibal Star è un disco che si contraddistingue da subito per la cura per le composizioni musicali, all’interno tuttavia di un sound quanto mai compatto.
Questa miscela esplosiva è il vero e proprio punto di forza del platter, soprattutto in brani quali Sideral Groove, Empire Of The End o la rockeggiante Golden Mind, caratterizzate appunto da ariose aperture melodiche, quanto mai inattese, inserite all’interno di una struttura resa assolutamente possente dalla solidità della sezione ritmica.
Egregio poi il lavoro di chitarra, ad opera del bravo Ayman Mokdad, vero e proprio ago della bilancia dell’intero disco, in quanto, se da un lato costruisce riffs ed assoli (bellissimi quelli di Breaking The Black Stars e Like A Monster) che appesantiscono le atmosfere, dall’altra parte, attraverso sapienti arpeggi ed eleganti fraseggi, riesce a dar luogo a luminosi squarci di luce all’interno di un’atmosfera tendente alla totale oscurità. Emblematica, a tal proposito, la title-track in cui, sostanza e melodia trovano il loro perfetto punto di equilibrio, proprio grazie al song-writing chitarristico, quanto mai eterogeneo e variegato.
Unica nota un pò dolente di Cannibal Star è la voce del (pur bravo) singer Emmanuelson che, per quanto cerchi di emulare (non si sa quanto volutamente) vocalists del calibro di Nils K.Rue (Pagan’s Mind) o di Apollo Papathanasio (ex Firewind), sembra non possedere un range vocale cosi esteso ed inevitabilmente, va un pò in sofferenza, perdendo potenza, quando il cantato sale (l’iniziale Dark Side Of The Sun ne è un vivido esempio).

Detto questo, tutto sommato, siamo dinnanzi a un lavoro convincente che, senza troppe pretese e tanti fronzoli, riesce nel suo intento, ossia quello di regalare 46 minuti di musica assolutamente piacevole in cui, melodic metal e progressive si fondono armonicamente tra loro, generando un sound non privo di palesi influenze dreamtheateriane, ma indubbiamente meno complesso e maggiormente accessibile. Da questo punto di vista i Venus Syndrome si dimostrano molto più simili a bands quali i norvegesi Circus Maximus o i già citati Pagan's Mind, oppure ancora gli svedesi Darkwater, optando saggiamente per scelte musicali più immediate rispetto ai loro maestri orginari, evitando in questo modo una banale omologazione ad uno dei tanti gruppi-clone dei Dream Theater, ma distinguendosi da essi grazie al proprio stile, quanto mai personale.



Recensione a cura di Ettore Familiari

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