Copertina 5

Info

Anno di uscita:2020
Durata:71 min.

Tracklist

  1. FORLORN THE LIGHT
  2. THE EVIL OF MAN
  3. THE RAVENS RETURN
  4. CASTLE BLACK
  5. THE WHITE HAND
  6. FROM THE SHADOW
  7. WINGS OF FIRE
  8. THE EMPIRE HAS FALLEN
  9. RETRIBUTION
  10. CURSE OF FROSTMOURNE

Line up

  • Hargoth: bass, vocals
  • Nerevar: drums
  • Luna: guitars
  • Raiven Dark: guitars, vocals
  • Magus Morgath: keyboards, vocals

Voto medio utenti

Dopo una lunghissima gestazione, The Evil Of Man, album di debutto dei symphonic-black (come si sono autodefiniti) metallers australiani Darklore, ha visto finalmente la luce...ma probabilmente, diciamoci la verità, se ne poteva fare anche a meno....

Perché?!

Perché riprendere degli inni epic-folk, per quanto solenni, e ripeterli ciclicamente in chiave melodic-death, abusando di opulente orchestrazioni d’atmosfera, non sempre si rivela una scelta vincente, se non sei un musicista più che valido o almeno un compositore sopra la media; insomma, non tutti sono gli Ensiferum dell’esordio, per intenderci, soprattutto se a ciò aggiungiamo la quasi totale assenza di riffs o assoli che lasciano veramente il segno!
Emblematica a tal proposito la title-track, ma in realtà questo discorso lo si può applicare alla quasi totalità delle tracce, che tra l’altro si somigliano vagamente tutte in maniera preoccupante, dall’iniziale Forlorn The Light, a The Raven Returns, The White Hand, passando per From The Shadow: sempre gli stessi motivetti, che di per sé non sono nemmeno brutti, ma riproposti fino allo sfinimento, con tastiera e chitarra statiche, che non si lanciano mai in arrangiamenti veramente incisivi, una sezione ritmica per lo più regolare, salvo qualche sussulto qua e la, e un cantato in growl il cui scopo è quello di cercare disperatamente di conferire aggressività a dei brani, che invece rimangono inevitabilmente piatti.
Una piccola impennata di orgoglio la si registra in pezzi come Castle Black in cui, le ritmiche cambiano leggermente in corso d’opera o in Wings Of Fire dove qualche riff deciso riesce a dare nuova linfa al brano, ma si tratta di episodi isolati, di due piccole goccioline in un oceano di monotonia e staticità che poi riprende impietosamente a scorrere con la successiva The Empire Has Fallen.
Purtroppo nemmeno la conclusiva Curse Of Frostmourne (con i suoi ben 15 minuti di durata!) riesce a dare la scossa, troppo scontata e mai veramente convincente, nonostante almeno qui, bisogna riconoscerlo, il tentativo da parte della band vi sia e la struttura del brano è indubbiamente costruita meglio rispetto al resto del disco (per fortuna, altrimenti sarebbero stati i 15 minuti più lunghi della mia vita!).

Ricapitolando, come si diceva all’inizio, non è sempre facile mischiare melodie epiche e metal estremo, soprattutto se, nello stesso brano, si passa ripetutamente da un aspetto all’altro in maniera netta, senza delle sfumature graduali e senza quelle varianti che possano conferire qualità e sostanza al sound quindi, mi dispiace cari Darklore, ma The Evil Of Man non ha assolutamente lasciato il segno, sarà per il prossimo album!


Recensione a cura di HectorF78

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