Copertina 8

Info

Genere:Death Metal
Anno di uscita:2020
Durata:40 min.
Etichetta:Century Media Records

Tracklist

  1. THEY WILL NOT TAKE OUR DEATH IN VAIN
  2. THERMAGEDDON
  3. ART OF OBEDIENCE
  4. BLESSED BE THE FOOLS
  5. AT THE ALTAR OF BEAUTY
  6. DOWN TO NOWHERE
  7. EXORIA
  8. LIVING WITH THE ENEMY

Line up

  • JB Le Bail: vocals, guitars
  • Clément Flandrois: guitars, vocals
  • Nicolas "Ranko" Muller: drums
  • Julien Negro: bass, vocals

Voto medio utenti

Per chi volesse ascoltare del buonissimo metal estremo che però non cerca solo di scopiazzare i grandi, ecco una band europea che fa per voi.
I francesi guidati da JB Le Bail, mastermind degli Svart Crown giungono al quinto disco, il secondo sotto la metal major Century Media Records con una proposta musicale che affonda le radici nel death e nel black metal, ma lo innerva con moderne scosse che rendono ancora più letale la formula.
Otto brani per quasi quaranta e passa minuti di musica che non permettono di annoiarsi; un titolo che deriva dalle riflessioni del leader della band legate all’ambiente e allo spreco dell’uomo e delle ribellioni della natura stessa contro di esso.
Il primo brano “They will not take our death in vain”, sembra più un’intro che un brano dato dalla brevissima durata di poco più di un minuto.
Campionamenti del famigerato reverendo Jim Jones ci mettono al centro di un quadro livido a livello sonoro fatto di riff compressi, marcia lenta e senza via d’uscita con uno screaming subito doppiato da growl e violenti blast beat.
Thermageddon” è una scarica senza pietà di death metal moderno con blast beats e chitarre scure.
Qualche richiamo ai Behemoth lo si sente ma in sottofondo con ottimi cambi di tempo cadenzati e doomy con growl possenti; ma non è tutto, perché ci sono interventi a voce pulita e melodica in un certo senso a lacerare l’anima.
Blessed be the fools”, è un brano cadenzato, possente quasi death/doom nella struttura, ma dal taglio modernissimo e fasciato di epicita oscura, quasi sacrale data dai cori.
Le chitarre sono compresse come il basso, sembra un muro di suono invalicabile con il growl trattato e quasi “alieno”; il brano diventa un mid tempo con inserti in blast beat sul finale.
Altar of the beauty”, è il brano più black metal del lotto, blast beats e riffing swedish che sembra preso dai campioni del genere.
Attacco senza pietà con screaming feroci e interventi rallentati a far dilatare certe melodie sinistre, con il basso ben udibile e cadenze moderne; il brano dopo un arpeggio dilatato finisce come aveva iniziato, devastando.
Down to nowhere”, è il brano che non ti aspetteresti mai su un disco del genere.
Brano lento, quasi tooliano nel riff di basso, chitarre dal climax oscuro e malinconico, con la voce sussurrante che si libra nel chorus pulito e disperato con qualche lacerazione rabbiosa.
La lunga “With the enemy”, è stratificata e ci rivela le anime molteplici dei transalpini.
Partenza lenta con arpeggi e ritmo quasi tribale; cori puliti e atmosfera minacciosa all’orizzonte per poi dilatarsi in un mid tempo scurissimo.
Il brano esplode in un mid tempo death/black con le chitarre che graffiano, screaming rabbioso e blast beats; il brano diventa moderno compressando il suono ma rimanendo compatto a livello di pathos; finale epico estremo emozionale sul finale.
Grande ritorno dopo tre anni per questi francesi che posso dire molto e soprattutto dare molto alla scena estrema europea, consigliatissimo.
Recensione a cura di Matteo Mapelli

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