Copertina 7

Info

Genere:Death Metal
Anno di uscita:2020
Durata:48 min.
Etichetta:Nuclear Blast Records

Tracklist

  1. THE SUN AND THE COLD
  2. WE ARE THE STORM
  3. DARK
  4. PARALYZED
  5. TAKE THE CROWN
  6. SHADOWS
  7. LEGIONS ARISE
  8. POLARIS
  9. TRUTH SERVED FORCE FED
  10. WATER RISING
  11. HOPE

Line up

  • Timo Rotten: vocals, guitar
  • Patrik Zarske: guitar
  • Thomas Winkelmann: bass
  • J.F. Grill: drums

Voto medio utenti

Eccomi qui a trattare l’opera prima di una band austriaca in rampa di lancio, una band che nelle intenzioni vuole svecchiare il metal estremo per renderlo “moderno”.
Bisogna dire che questo debutto è un disco composto da un filo emotivo che collega tutte le unici tracce sonore.
Un filo emotivo, una sorta di rabbia sommessa e triste; basta vedere la copertina con quell’iride aperto su sfondo blu, un colore freddo.
Questi giovanotti sanno e conoscono bene la materia estrema, ma non si fanno incantare dalle sirene metalcore, dal pop coi chitarroni e da motivetti posticci ed innocui per far piacere alle ragazzine finto ribelli.
La titletrack entra di prepotenza aprendo il tutto con un solido blast beats e riffing serrati e compressi, il piano dolente e poi la calma apparente della base ritmica da quiete al tutto in un mid tempo con voce pulita.
Il chorus è potente, con il dualismo voce pulita e growl cavernoso intervallato da riff dissonanti e malinconiche onde emotive.
We are the storm”, è un up tempo che ha una certa spinta goth moderna.
Le chitarre arpeggiate e la voce pulita, con l’aiuto della sezione ritmica compatta fanno volare il brano con melodia melanconica e robusti interventi in growl.
Il death metal è presente in scossoni sonori, non slegati dal contesto della canzone, ma che sembrano sfoghi rabbiosi con chitarre compresse e serrati.
Paralyzed” è un brano che fa capire molto bene il mood del disco.
Riffing malinconico, tendente al depresso con voce pulita che poi sale di grado emotivo; il growl torna a fare capolino e diventa un mid tempo ritmato da rullate e il basso che mena le danze.
Il chorus è potente e sempre elegiaco, con chitarre e atmosfere senza barlumi positivi e il piano dipinge note inquietanti.
Take the crown“, è un brano modern metal, sempre sullo scambio tra chitarre arpeggiate e melodiche con chorus che erompono rabbiosi.
Il death qui salta fuori verso la fine, compresso, come una bestia in gabbia che però si agita nervosa e mai doma.
Legions arise”, inizia con aperture ritmate, chitarre in sottofondo pronte a esplodere.
Mid tempo roccioso dal profumo gothic metal; la malinconia rabbiosa del brano prende il sopravvento a metà con telluriche scosse nervose di blast beats.
Come esordio non c’è male, perché il quartetto austriaco conosce abbastanza la materia, anche se la ripetitività di certi schemi sonori è molto presente ma essendo un debutto si può chiudere un occhio; per il momento bene così.
Recensione a cura di Matteo Mapelli

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