Copertina 8

Info

Genere:Prog Rock
Anno di uscita:2019
Durata:66 min.
Etichetta:Mascot Label Group

Tracklist

  1. THE LOSS INSIDE
  2. MORE
  3. CADENCE
  4. GUARDIAN
  5. LAST TRAIN HOME
  6. GERONIMO
  7. YOU ARE NOT ALONE
  8. LOVE LETTER
  9. CRAWL

Line up

  • Neal Morse: vocals, keys
  • Mike Portnoy: drums, vocals
  • Steve Morse: guitars, vocals
  • Dave LaRue: bass
  • Casey McPherson: vocals, guitars

Voto medio utenti

Ci sono il passato, il presente e il futuro dei Flying Colors nel nuovo “Third Degree”.

Il passato sono quelle influenze - mai nascoste dal supergruppo americano - che vanno dai Muse (“The Loss Inside”, “More”, “Crawl”) ai Beatles (“Love Letter”, un concentrato di sonorità 60s). Il presente sta invece negli episodi melodici ed eleganti che hanno reso celebre il quintetto nei primi due capitoli discografici (è il caso di “Cadence” o di “Last Train Home”, che spicca per l’epicità e la ricerca tematica tanto care a “Second Nature”).

Ma sono gli elementi di novità a valorizzare maggiormente “Third Degree”. Innanzitutto si segnala una presenza determinante di Dave LaRue, assoluto protagonista in tracce come l’ottima “Guardian” o “Geronimo”, che rievoca “Fame” di David Bowie proiettandola nel nuovo millennio. Ancora più spazio se lo ritaglia anche Casey McPherson (“You Are Not Alone”), ed è estremamente gratificante, in più di un’occasione, riconoscere la volontà degli “ingombranti” Mike Portnoy, Neal Morse e Steve Morse di “fare un passo indietro” per lasciare spazio ai compagni (onde evitare fraintendimenti, sappiate che non mancano alcune evitabili “sbrodolate” progressive nei momenti strumentali, ndr).

Un ritorno di tutto rispetto, equilibrato contro ogni aspettativa.

Recensione a cura di Gabriele Marangoni

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Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 12 ott 2019 alle 14:57

grazie Jonathan :)

Inserito il 12 ott 2019 alle 14:08

Premetto che adoro Mike Portnoy e il suo modo di essere musicista prima che batterista. A me questo album piace, ma solo il primo dei F.C., mi sembrava veramente una ventata di freschezza, con quel suo stare in equilibrio tra pop, rock e progressive. Dalla seconda uscita invece, si è vista una sterzata verso il progressive che qui non inverte la tendenza. Se avessero sforbiciato la canzoni qui e la ne sarei stato più felice.

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