Copertina 7

Info

Anno di uscita:2019
Durata:60 min.
Etichetta:Century Media Records

Tracklist

  1. THUNDEROUS
  2. UP NORTH
  3. THE FIRE THAT BURNS
  4. LIGHTS
  5. WILD FATHER'S HEART
  6. MOUNT RAPTURE
  7. INTO THE WHITE
  8. TIDAL
  9. VOICES

Line up

  • Øystein G. Brun: guitars
  • Lars «Lazare» Nedland: keys, vocals
  • ICS Vortex: bass, lead vocals
  • Bjørn Dugstad Rønnow: drums
  • Jostein Thomassen: guitars

Voto medio utenti

Siamo vicini al vissuto di Suspended at Aphelion con delle sfumature in meno.
Tra gli appannaggi di ogni uman* sta la riconferma dei propri stati d'animo positivi al cospetto di... gusti e di radicate abitudini.
Borknagar e` l'emanazione del continuum di Winter Millenium, dove chi canta respira quando ti aspetti che intoni, espande la musica quando la stessa si stringe come un mollusco per trapassare una strettoia "impossibile".
I Borknagar sono la frattura che l´arte pone quando é etero-riferita: anche qui in True North. Di nuovo e ancora, sebbene
per dosi omeopatiche.

True North fa prigionieri e qualche eccezione. Tempera le beatitudini e tutte le fatiche dei bergenauti.
Fa rochenrolla, fa Volbeat, fa "live", fa la cosa piu`simile al corredo che ci possa "capitare".
Nedland e Vortex sono una manna.
Scegli cosa sia immane del vero nord e resta equanime.
Stai in equilibrio tra 7,2 - 7,3 decimi.


Thunderous
Finisce molto meglio di come inizia. Sta a dire che le avventure sono imprevedibili anche quando vuoi che lo siano davvero. Canzone normale: non come Pisa, non come il prog metal norreno guardato dal sol levante, non come E dei cugini, non come la torba. Si chiude stagliandosi in un´aurora
che fa prigionieri mimetici dei miglior gesti medievali sul proprio schienale. A chi?

Up North
Singolone.
Mbah con un acca dietro ogni spigolo.

The Fire That Burns
Canonica, stesa a posta. Cresce come un germoglio di notte. Poco da segnalare.

Lights
La prima vera canzone. Sarebbe dovuta uscire come split 15 anni fa. Tra chi si sa. Con chi anche.
Melodica oltre i confini. Amalgama sommaria, brillante, mirabile.
Troppo Edguy del prog avant di quelle lande non credibili.
Tra i picchi.

Wild Father's Heart
Da capire con il cuore agli Elegy e la mente oltre gli orizzonti personali: dove la luna fa luce nel bosco.
Altri prigionieri, distanti da quelli di prima.
Serbo la grecità più mite dei miti.

Mount Rapture
Ricettacolo di stilemi. Inno di suoni adamantini. Finalmente la resistasia infuocata e le "pause" degne dei vasti Borknagar.

Into The White
Si sente troppo che si sono lasciati indietro degli inserti "già fatti a tavolino" e che hanno aspettato troppo per fare la collanina da spiaggia. Stesura ridondante con acme da prima frase e gente che grida al miracolo.

Tidal
Tele-musica. Stima nobile delle fughe dell'animo. Resta equanime, riescici anche quando pare ovvio schierarsi.
Decostruente / finalmente!

Voices
I giudizi, laddove opportuni, stanno come cinture alle belle vesti.
Recensione a cura di Marco Pastagakio Regoli

Ultime opinioni dei lettori

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Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 01 ott 2019 alle 09:17

Disco meraviglioso, devo assolutamente aggiungerlo alla mia collezione. PS: chissà se prima o poi riuscirò a trovare il senso di recensioni come queste.

Inserito il 30 set 2019 alle 18:44

Lo voglio, perché io adoro questi norvegesi fin dal primo disco !

Inserito il 30 set 2019 alle 12:14

Come al solito le recensioni di Marco restituiscono a me personalmente il nulla atomico. Ormai si è costruito il suo personaggio e lo rispetto per la scelta ma recensire un disco per me è altro. Fortunatamente il disco l'avevo già sentito e non avevo dubbi sulla bontà del prodotto. A molte molte grandi linee concordo col voto!

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