Copertina 8

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2018
Durata:30 min.
Etichetta:Consouling Sounds

Tracklist

  1. CORVUS
  2. NONAM
  3. SPIRAAL
  4. LAMANTATE

Line up

  • Niels Brown: vocals, bass
  • Mathlovsky: drums, vocals
  • Wouter Duprez: guitars

Voto medio utenti

Una vera sorpresa questo EP dei Kuar Nhial, gruppo belga freschissimo di formazione. Kuar Nhial, questo il nome dell'EP, è un bellissimo biglietto da visita per presentarsi sulla scena post-black di Bandcamp e propone mezz'ora di musica davvero compatta, che scorre come nulla e che, a tratti, sorprende.

Il gruppo, infatti, non si limita fare post-black metal, ma presenta anche contaminazioni dallo sludge, rallentamenti con riff di chitarra massicci, duri come il cemento che rompono momenti ben più veloci spezzando gli equilibri, come accade nella seconda traccia Nonam.

Parlando, invece, più precisamente dell'album e della sua compattezza, abbiamo davanti quattro brani, i due all'inizio e alla fine più lunghi e d'atmosfera e quelli centrali più brevi e interlocutori.
Corvus, prima traccia, è senza dubbio la migliore delle quattro. Iniziando con una lunga intro, letteralmente a 2 minuti e 43 il brano muta di colpo e il risultato è incredibile: blast-beat, tremolo picking impazzito, una furia a metà tra il feroce e il melodico, insomma, non si può davvero chiedere di meglio. Un brano davvero d'impatto che lascia a più riprese spazio a melodie e a rallentamenti che rendono il tutto più tetro portandovi con la mente in quella foresta rappresentata in copertina.

Nonam è l'episodio che mi ha convinto meno, pur trattandosi comunque di un buon brano. Hanno dato qui troppo spazio alla voce, per me il punto debole del progetto, dato che non mi ha convinto appieno. Il cantante Niels Brown rimane su un urlato piuttosto disperato, adatto al genere, ma che può essere sicuramente perfezionato dato che la voce pulita sotto non è proprio il massimo. Il brano riesce comunque a dire qualcosa con la sua interruzione sludge di cui avevo parlato in precedenza e ad un riff efficace.
Migliore, invece, Spiraal, in cui sul finale compare anche il pianoforte unito alla chitarra classica e che trasporta l'ascoltatore verso il finale dell'EP.

L'ultima Lamantate è una lunghissima outro che è costruita su un'unica melodia, ma che non stanca, anzi chiude perfettamente con la sua atmosfera plumbea.

Kuar Nhial
è un lavoro soprendente, un EP da cui, personalmente, non mi aspettavo nulla, ma che mi ha dato tanto, tanto che finito l'ho subito riascoltato. Ne voglio ancora e non vedo l'ora che questa giovane band sforni il suo primo full-lenght, perchè per me ne vedremo delle belle. Consigliatissimo agli amanti del genere.
Recensione a cura di Andrea Insalaco

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