Copertina 7,5

Info

Anno di uscita:2018
Durata:29 min.
Etichetta:Century Media Records
Distribuzione:Sony

Tracklist

  1. INNER VISION
  2. THAT CRAZY WHITE BOY SHIT
  3. THE SNAKE (BREAK FREE)
  4. BULL’S ANTHEM
  5. ROBERT MOSES WAS A RACIST
  6. SELF IMPORTANT SHITHEAD
  7. TO THE WOLVES
  8. ALWAYS WITH US
  9. WAKE THE SLEEPING DRAGON
  10. 2+2
  11. BEEF BETWEEN VEGANS
  12. HARDCORE HORSESHOE
  13. MENTAL FURLOUGH
  14. DEEP STATE
  15. BAD HOMBRES
  16. WORK THE SYSTEM
  17. THE NEW SLAVERY

Line up

  • Lou Koller: vocals
  • Pete Koller: guitars
  • Craig Setari: bass
  • Armand Majidi: drums

Voto medio utenti

Cosa dire di nuovo di una band che in 32 anni di carriera ha contribuito a forgiare e tramandare negli anni l’hardcore in pieno New York style? Poco e niente, soltanto che “Wake the sleeping dragon!”, il dodicesimo album in studio per il gruppo dei fratelli Koller, ci riconsegna i Sick Of It All in formissima, e le diciassette schegge impazzite che lo compongono non sfigurano affatto se paragonate ai vecchi classici della band, anzi, sono sicuro che almeno due o tre di questi brani entreranno di diritto nella scaletta live e ci rimarranno a lungo.

Coerenza ed integrità sono le due parole che prepotentemente vengono in mente quando parli dei SOIA e quando ascolti i loro album. Una carriera imponente, sempre ai vertici della scena, senza mai un calo evidente di forma, e la certezza, per i fans, di non essere traditi mai da quattro persone che hanno rinunciato ai soldi facili e sono andate dritte per la propria via, senza mai deviare direzione. Come dichiarato dalla band stessa in diverse interviste rilasciate di recente, la loro attenzione al sociale e alla politica non è venuta mai meno in questi anni, e alcuni brani del disco lo dimostrano in pieno, basti prendere come esempio titoli più che esemplificativi come “Always with us”, “Robert Moses was a racist” oppure “The new slavery”. Al tempo stesso, però, i SOIA non mancano di inserire qualche episodio più leggero e sbarazzino, perlomeno a livello concettuale, non musicalmente parlando, e di spigionare il lato sarcastico ed ironico che da sempre li accompagna, come nel caso di “Hardcore horseshoe” o “Beef between vegans”, per fare due esempi più che lampanti.

17 canzoni, dicevamo, mezz’ora scarsa di durata complessiva. Tutto ciò rende “Wake the sleeping dragon!” fresco ed immediato, non ci sono riempitivi e la band non ha la necessità di allungare il brodo, infatti la durata media si assesta come sempre sui due minuti a brano. E le canzoni suonano tutte al passo coi tempi, pur essendo maledettamente e stupendamente old style, oltre che assolutamente grintose ed energiche, e questo la dice tutta sulla capacità compositiva dei nostri. Lo stile è il solito, e cioè un mix tra il classicissimo NYHC e lo street punk alla Exploited, e d’altra parte perché aspettarsi altro da loro? I SOIA non deludono e non tradiscono, e questo ultimo capitolo della loro ricca discografia sta qui a dimostrarlo in pieno. Una garanzia!
Recensione a cura di Roberto Alfieri

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