Copertina 7

Info

Anno di uscita:2018
Durata:47 min.
Etichetta:Frontiers Music

Tracklist

  1. YOU'RE GONNA MISS ME WHEN I'M GONE
  2. COMIN' HOME TO THE BONE
  3. HIGH FOR AN EYE
  4. ALL YOU NEED IS SOUL
  5. HOUSE OF SIN
  6. MORTIFIED
  7. FRUSTRATED
  8. WHEN THE DEVIL COMES
  9. YOU DON'T KNOW WHAT IT'S LIKE
  10. IT DOESN'T MATTER
  11. LITTLE TREASURES
  12. MR. JIMMY

Line up

  • Jizzy Pearl: vocals, guitar
  • Darren Housholder: guitar
  • Mark Dutton: bass
  • Dave Moreno: drums

Voto medio utenti

Nostalgia, nostalgia canaglia, che ti prende proprio quando non vuoi …” … mi appropinquo all’analisi di “All you need is soul” e mi vengono in mente i “sommi” versi di un caposaldo del trash-pop italico, per fortuna non per i contenuti musicali del prodotto, ma per l’approccio esibito dal suo autore, che oggi, evidentemente colto da un attacco di “amarcord”, decide di presentarsi con il monicker Jizzy Pearl of Love/Hate, rievocando in maniera esplicita il modo in cui catalizzò, all’alba degli anni novanta, l’attenzione dei sostenitori dello street-metal.
Dopo quell’esperienza la carriera del nostro si è sviluppata tra alti e bassi (L.A. Guns, Ratt, Adler’s Appetite, Quiet Riot e carriera solista …) senza mai, ammettiamolo, ripetere i fasti dei primi Love/Hate, e se il buon Pearl stavolta ha deciso di ritirarli in ballo in modo così evidente (“… è il miglior disco che ho fatto da "Blackout in the red room" …” si legge nelle note promozionali dell’opera …), è perché “sente” che il nuovo lavoro è veramente all’altezza del suo glorioso passato.
Beh, quali che siano le sue “sensazioni” e i motivi di tale scelta (compreso, ovviamente, quello squisitamente “commerciale”, in tempi di diffuso revival …) diciamo subito che l’albo è abbastanza distante, in fatto di feeling bruciante e primitivo, dalle migliori prove di un cantante che però conserva un’apprezzabile forza espressiva nella sua aspra e vigorosa laringe, mai autoindulgente e diventata più matura con il trascorrere del tempo.
Forte di un songwriting di buona caratura, delle chitarre incisive di Darren Housholder (anche lui proveniente dai Love/Hate, con cui realizzò “Let’s rumble”) e della solida sezione ritmica appannaggio di Mark Dutton e Dave Moreno (Puddle of Mudd), “All you need is soul” si dimostra un prodotto di livello, istintivamente intriso di hard, blues e rock n’ roll, capace di essere al tempo stesso selvatico e vischioso.
L’assalto all’insegna del rough n’ vicious dell’openerYou're gonna miss me when I'm gone”, lascia spazio al bluesaccio “stradaiolo” “Comin' home to the bone”, riservando fin da subito più di un sussulto, mentre meno efficaci appaiono le rifrazioni AC/DC-iane di “High for an eye”, la solo godibile "House of sin” e le vagamente Alice In Chains-escheWhen the devil comes” e “Little treasures”.
La graffiante e caleidoscopica title-track garantisce nuovamente notevoli scosse, al pari del groove degenerato di “Mortified”, “Frustrated” e “Mr. Jimmy”, tutta “roba” a elevata gradazione emozionale.
Una briosa ballata, “You don't know what it's like” e uno slow in odore di GNR, “It doesn't matter”, completano un programma a cui assegnare una promozione ampia e che tuttavia non “regge” un confronto che forse, caro Jizzy, non è stato “strategicamente” così proficuo evocare.
Insomma, per chiudere questa breve disamina in maniera analoga a com’è stata aperta, potremmo affermare che “si può dare di più perché é dentro di noi, si può dare di più …”, poiché, da Jizzy Pearl of Love/Hate, io mi aspetto davvero grandissime cose.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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