Copertina 6

Info

Anno di uscita:2015
Durata:44 min.
Etichetta:Fearless Records

Tracklist

  1. FOURTHIRTYTWO
  2. BLOOD BROTHERS
  3. HIGH HORSE
  4. VULTURES AND SHARKS
  5. DOWNSIDES
  6. FLOORBOARDS
  7. LINGER
  8. EQUINOX
  9. PART OF SOMETHING
  10. OVER THE EDGE
  11. ENTITY
  12. LOST ISLES
  13. MIRAGE

Line up

  • Chris Turner: drums
  • James Kennedy: guitar
  • Mike Stanton: bass
  • Adam Zytkiewicz: guitar
  • James Harrison: vocals

Voto medio utenti

Gli Oceans Ate Alaska sono una nuova band appartenente a quell'ondata di metalcore che sta invadendo il mercato già da qualche anno. Il -core, come oramai si è capito, non ha una collocazione ben precisa ed i suoi sottogeneri sono ancor più difficili da etichettare. Il quintetto di Birmingham entra proprio in quest'ultima categoria, i ragazzi sono sicuramente dotati di grande tecnica e la espongono senza riserve per tutta la durata di questo loro debut album, intitolato "Lost Isles". Per quello che si sente all'interno del disco si può senza dubbio dire che si tratta di un tipo di -core che poggia la sue basi sul tech/prog, con un notevole lavoro di tutti i componenti della band, soprattutto la sezione ritmica che non si risparmia in nessun pezzo.

Dunque, oltre ad una buona dose di tecnica e con la classica violenza new-style che caratterizza questo genere si vanno ad affrontare quarantaquattro minuti di incessante martirio sonoro (in positivo e negativo sta ai vostri gusti deciderlo). Fra cambi di tempo repentini e momenti in cui si perde un po' la bussola è assai arduo decidere se la proposta degli Oceans Ate Alaska sia complicata per scelta o per inesperienza. L'impressione è che i ragazzi inglesi debbano ancora trovare la propria strada, pur partendo da basi solide e da, come già detto, tecnica e potenza che di certo non mancano nel loro curriculum.

Attraversando tutto questo "Lost Isles" si possono rintracciare, oltre a tutte le sfumature del -core, anche djent di lontana ispirazione meshuggiana. Forse tutta questa esagerazione e il desiderio di dimostrare fin troppo hanno portato gli Oceans Ate Alaska a creare un prodotto sin troppo pesante e difficile da ascoltare interamente in una sola volta.

Per concludere, siamo di fronte ad un debutto che ci lascia un po' frastornati e con un giudizio in sospeso per una band giovane e che ha ancora tutto da dimostrare. Buona fortuna ed arrivederci alla prossima!

Video di "Vultures And Sharks"

Recensione a cura di Stefano Giorgianni

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