Copertina 6

Info

Anno di uscita:2004
Durata:40 min.
Etichetta:MTM
Distribuzione:Frontiers

Tracklist

  1. DON’T YOU EVER FALL
  2. THAT KIND OF GIRL
  3. NEVER AGAIN
  4. GRATEFUL
  5. TEMPTED
  6. THIS TIME
  7. SILHOUETTES
  8. IF THERE’S A WAY
  9. RUNNING MAN
  10. BRIDGES BURNING

Line up

  • Kimmo Blom: vocals
  • Sakari Salli: keyboards
  • Tuomas Wäinölä: guitar
  • Kalle Torniainen: drums
  • Simo Saastamoinen: bass

Voto medio utenti

I Finlandesi Heartplay nascono nel ’97 per iniziativa di Sakari Salli e Kimmo Blom in 1997, cantante e tastierista della formazione. Dopo un album di debutto intitolato “The Album” accolto molto bene in terra natia gli Heartplay si sciolgono e ogni membro si imbarca in solitarie avventure e il vocalist Kimmo Blom viene arruolato tra le fila degli Urban Tale. Riunitisi di recente riescono finalmente a dare alla luce “Where The Deadends Meet”, il loro secondo album.
Lo stile di questo lavoro è un AOR con venature westcoast influenzato in maniera evidente dai Toto, senza virtuosismi eccessivi o partiture elaborate: la semplicità viene prima di tutto e l’attenzione è verso il brano nel suo insieme con una particolare cura delle parti vocali.
L’opener “Don’t Ever Fall” ruba letteralmente l’intro di “Carmen”, da “Isolation” dei Toto ed è nel complesso un brano piacevole e non troppo veloce; ancora Toto, in particolare “Rosanna”, con le tastiere di “Grateful”, track che ospita uno dei riff di chitarra migliori dell’album. Due le ballad: “Never Again”, impreziosita da una bella prova vocale di Blom e dalla sofisticata chitarra di Wäinölä, e “Tempted”, che Blom tenta, con scarsissimo successo, di interpretare con la voce roca, ma si sente che non fuma abbastanza! Fortunatamente piano e sei corde le ridanno dignità.
I primi quattro brani sono quelli riusciti meglio, mentre gli ultimi 5 tendono agli anni ’70 senza però suscitare particolari emozioni negli ascoltatori, limitandosi a seguire le regole non scritte del westcoast classico ma non aggiungendo nulla di degno di nota.
Si tratta comunque di un album piacevole in cui spiccano Blom e Wäinölä, non ci sono virtuosismi accentuati ma nemmeno aperture melodiche in grado di compiacere gli amanti del genere; ci sono però diversi punti che potranno in futuro essere sviluppati e che renderanno i prossimi lavori degli Heartplay degni di occupare un posto nei porta cd degli appassionati dell’AOR vecchi stampo. Appuntamento al prossimo album.
Recensione a cura di Elena Mascaro

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