Copertina 8

Info

Anno di uscita:2019
Durata:47 min.
Etichetta:Black Widow Records

Tracklist

  1. TWISTED WORLD’S END
  2. HYPERBOREA
  3. DARK ENERGY
  4. HYPERWAY TO NOWHERE
  5. FEMALE REVENGE

Line up

  • Federico Giuntoli: vocals
  • Alessio Secondini Morelli: guitars, effects, backing vocals
  • Flavio Gonnellini: bass
  • Mattia Liberati: keyboards
  • Gianluca Livi: drums, percussions
  • Renato Gasparini: guest on guitar
  • Alessandro Milana: guest on violin
  • Francesca Luce: guest on vocals
  • Domenico Dente: guest on bass
  • Alessio Livi: guest on backing vocals
  • Emanuele Livi: guest on backing vocals

Voto medio utenti

Un “matrimonio” lungamente atteso e fortemente voluto, quello tra gli Anno Mundi e la Black Widow Records (come la band romana ci aveva anticipato in quest’intervista), e oggi che si è finalmente celebrato, non definirlo uno di quei sodalizi in cui le due metà si sovrappongono e si integrano perfettamente, diventa davvero difficile.
A marriage made in hell”, si potrebbe dire, parafrasando e sfruttando un’efficace metafora anglofona che tiene conto della vocazione “oscura” che contraddistingue i “coniugi”, ma in realtà “Land of legends”, rispetto al precedente “Rock in a danger zone”, sposta il baricentro stilistico verso la migliore tradizione progressiva, pur conservando ambientazioni fosche e umori decadenti.
Un cambiamento che coincide con un significativo incremento nella maturità di un gruppo già molto promettente e che oggi propone un caliginoso e fiabesco hard-prog di enorme suggestione, in grado di sostenere, grazie a cultura e temperamento, il pesante e prezioso fardello rappresentato dalla nobile “storia” del genere.
L’albo (pubblicato in vinile – la versione utilizzata per questa disamina – in Cd e in digitale, edizioni arricchite da bonus-track tratte da “Rock in a danger zone”) si apre in continuità con il passato attraverso l’atmosfera nebbiosa ed evocativa di “Twisted world’s end” (superba la prova vocale dell’ex Martiria Federico Giuntoli), ma già con la successiva “Hyperborea”, una lunga suite intrisa di folk e prog, si comprende quanto l’influenza di Maestri del calibro di Jethro Tull, PFM e Van Der Graaf Generator sia cresciuta all’interno del variegato e ispirato songbook degli Anno Mundi.
E sempre a proposito di ricchezza espressiva, ecco arrivare “Dark energy”, una ballata acustica intensa, liquida e lunare (forse appena un pizzico troppo “enfatica”) e le iridescenti tessiture armoniche di “Hyperway to nowhere”, ricche di germi jazz-rock e di emozioni profonde, alimentate da un clima sonico fremente e magnetico.
Female revenge” riporta il programma su sentieri maggiormente ossianici, in cui appare evidente quanto l’immarcescibile lezione di Black Sabbath, Uriah Heep e May Blitz sia stata acquisita e rielaborata in maniera assolutamente personale dai nostri, a creare un’avvincente miscela di brumosa e incombente malia.
Segnalando, infine, il contributo di ospiti prestigiosi quali Renato Gasparini (degli Agorà), Francesca Luce (Marbre Noir) e Alessandro Milana (violinista classico che in passato ha suonato per l’Orchestra Sinfonica della RAI di Roma, l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, l’Orchestra SinfonicaArturo Toscanini”), non mi rimane che rilevare come “Land of legends” innalzi ulteriormente la già notevole caratura artistica degli Anno Mundi, ponendo la formazione capitolina ai vertici della scena musicale di riferimento.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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