Copertina 6,5

Info

Anno di uscita:2013
Durata:35 min.
Etichetta:Memorial Records

Tracklist

  1. MAYAN TRUTH
  2. CYANOTIC AURORA
  3. EPITAPH FROM THE ANCIENTS
  4. THE SEVENTH PAGE
  5. REVERSE CHRYSOPOEIA
  6. QUEEN EARTH'S REVENGE
  7. SHADOW OF CAIN
  8. CEREBRAL DISORDER
  9. THE LAST BREATH BEFORE DOOMSDAY
  10. OBLIVION

Line up

  • Antonio Grillo: vocals
  • Stefano Stelluto: guitars
  • Marco Benedetto: guitars
  • Martino Mangi: bass
  • Simone Stelluto: drums

Voto medio utenti

FOR FANS OF :::::::::
Lamb Of God, In Flames, The Sorrow,
Parkway Drive


Allora, i Lamb of God non li sopporto, gli In Flames attuali mi provocano LO SCHIFO VERO a partire da "Reroute to Remain" incluso, quindi da più di 10 anni, i The Sorrow non li conosco abbastanza per giudicare. Di tutta questa lista praticamente salvo solo i Parkway Drive che senza farmi impazzire però riescono ad intrattenermi piacevolmente.

Per fortuna non sempre le biografie c'azzeccano in pieno, altrimenti con somma sfortuna per i Roots of Pain questo loro debutto intitolato "Countdown to Armageddon" sarebbe stato piallato senza pietà.

Invece, certamente senza gridare al miracolo, è un primo cd che si lascia ascoltare piuttosto piacevolmente, sebbene ci siano decisamente tante cose da aggiustare e migliorare in vista delle prossime uscite: siamo lontani da qualsivoglia corrente metalcore, piuttosto il quintetto parmense è in bilico tra un hardcore piuttosto roccioso, riscontrabile maggiormente in brani come "The Seventh Page" (forse la migliore del disco insieme a "Reverse Chrysopoeia") ed un death metal melodico, ispirato alle apocalittiche profezie Maya come si intuisce sia dal titolo del disco sia dalla prima traccia "Mayan Truth".

Sebbene tutto il processo di registrazione sia stato effettuato e curato in casa dal chitarrista Marco Benedetto, il risultato finale è più che presentabile e non inficia assolutamente la riuscita del disco.

Al termine di questa quarantina di minuti emerge così l'ampia sufficienza di un lavoro che come inizio va benone ma che deve aiutare i Roots of Pain a capire cosa vogliono fare da grandi: a nostro avviso, siccome le parti più melodiche e catchy sono quelle che funzionano meglio, dovrebbero indirizzarsi su questo aspetto della loro musica, altrimenti se l'intenzione è quella di aumentare ferocia ed impatto c'è da lavorare sull'efficacia e la personalità dei riffs, ancora spesso poco trascinanti ed assolutamente privi di carisma, specie ad inizio disco, mentre paradossalmente da metà disco in poi le cose migliorano di molto.

In definitiva un buon disco, NON SOLO per chi ama Lamb of God ed odierni In Flames, per fortuna! ;)

Recensione a cura di Gianluca 'Graz' Grazioli

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