Copertina 5

Info

Anno di uscita:2013
Durata:44 min.
Etichetta:RCA

Tracklist

  1. CAN YOU FEEL MY HEART
  2. THE HOUSE OF WOLVES
  3. EMPIRE (LET THEM SING)
  4. SLEEPWALKING
  5. GO TO HELL, FOR HEAVEN'S SAKE
  6. SHADOW MOSES
  7. AND THE SNAKES START TO SING
  8. SEEN IT ALL BEFORE
  9. ANTI-VIST
  10. CROOKED YOUNG
  11. HOSPITAL FOR SOULS

Line up

  • Oliver Sykes: vocals
  • Lee Malia: guitars
  • Jona Weinhofen: guitars
  • Matt Kean: bass
  • Matt Nicholls: drums
  • Jordan Fish: keyboards

Voto medio utenti

O li ami o li odi. O li idolatri oppure gli spaccheresti la testa a bottigliate. Gruppi come gli inglesi Bring Me The Horizon tendenzialmente suscitano queste due reazioni antitetiche, non ci sono molte vie di mezzo. Ah si, ci sono quelli che li ignorano, come ha fatto il sottoscritto fino all'altroieri.

Poi però mi è capitato tra le mani "Sempiternal", quarto lavoro sulla lunga distanza dei giovani d'oltremanica e obbligatoriamente mi son dovuto fare un'idea. Che faccio, li idolatro o li prendo a bottigliate?
Mah, facciamo che rimango nella mia ignavia e mi rimetto in mezzo, anche se la tendenza è quella della bottigliata.
Idolatrarli sarebbe estremamente esagerato: non sono una ragazzina 14enne con le prime pulsioni sessuali, guardali in faccia mi fa lo stesso effetto di guardare un palo della luce. Musicalmente poi non inventano nulla, trattandosi perlopiù di moderno metalcore vagamente influenzato dal grind (dicono loro), con l'aggiunta di una dose massiccia di tastiere. Per come la vedo io di grind non c'è nulla, di tastiere ce ne sono troppe e di ritmi al limite del discotecaro pure. La voce di Sykes è la classica voce da hardcore band, scream all'80% e clean al 20%, e pur non eccellendo per qualità non è mai fastidiosa come quella di alcuni colleghi.
Tecnicamente i 5 non sono niente di che, si limitano a svolgere il loro compitino nei dovuti modi ma senza eccellere in nulla.
Certo, non sono nemmeno da prendere a bottigliate, quello no: qualcosa di buono c'è, un certo gusto per la melodia ogni tanto salta fuori da "Shadow Moses" o dalla semi-conclusiva "Crooked Young", mentre "The House of Wolves" è una piacevole bordata metalcore, ma è davvero poco a mio modo di vedere per potersi elevare dalla mediocrità che permea il resto del disco.
Resta incomprensibile alle mie orecchie come faccia sta gente ad avere 3 milioni e mezzo di fans su Facebook, quando band ben più meritevoli fanno fatica a vendere 10mila copie e sono costrette a sciogliersi (chi ha detto Mutiny Within?).

"Sempiternal" è quindi un dischetto con più infamie che lodi, che ci consegna una band che avrà pure un grande seguito, ma che personalmente non riesce a convincere in alcun modo. E il talento, mi dispiace, ma non è questione di gusti.

Quoth the Raven, Nevermore..
Recensione a cura di Andrea Gandy Perlini

Ultime opinioni dei lettori

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Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 26 mag 2013 alle 21:45

Una certa persona suggerirebbe di dargli fuoco.

Inserito il 30 mar 2013 alle 01:27

"tsk, miliardi di mosche non possono sbagliare" :D

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