Mind Key - Journey Of A Rough Diamond

Copertina 7,5

Info

Anno di uscita:2004
Durata:59 min.
Etichetta:Frontiers Music

Tracklist

  1. SECRET DREAM
  2. LOVE REMAINS THE SAME
  3. DEEP INSIDE
  4. MEMORY CALLING
  5. LORD OF THE FLIES
  6. WORLD OF ILLUSION
  7. WITHOUT ANN
  8. WAITING FOR THE ANSWER
  9. SOUL VOYAGER
  10. THE ZERO DIMENSION

Line up

  • Mark Basile: lead and background vocals, acoustic guitars
  • Emanuele Colella: lead and rhythm guitars
  • Lele Castaldo: bass
  • Andrea Stipa: drums
  • Dario De Cicco: keyboards

Voto medio utenti

Nati in quel di Napoli nel 1999, i Mindkey iniziano presto a riscuotere consensi nel circuito live partenopeo grazie a un approccio che miscela sapientemente hard-rock e prog-metal nella tradizione di grandi nomi quali Dream Theater e Symphony X. Il loro primo demo, intitolato "Welcome To Another Reality" e uscito nel luglio del 2000, ottiene ottime recensioni dalla stampa specializzata e attira l'attenzione della Frontiers Records che pubblica nel luglio di quest'anno "Journey Of A Roungh Diamond", album d'esordio della formazione. Contemporaneamente all'uscita della loro prima fatica discografica i Mind Key hanno l'onore, e l'onere, di aprire per una data del recente tour italiano dei Dream Theater.
Sin dal primo brano i cinque fanno sfoggio di una grande quantità di cambi di tempo e di una notevole preparazione tecnica ma il dubbio é che il vocalist sia all'altezza dei vari LaBrie e Allen. Basile sostiene molto bene le note alte ma eccede negli acuti e trascura i toni più bassi rendendo purtroppo le sue interpretazioni monotone.
L'intro di "Secret Dream" è quasi identico a quello di "The Dance Of Fools" degli Shadow Gallery, mentre il resto del brano prosegue con un grande dispiego di tastiere. "Love Remains The Same" si trasforma con disinvoltura da ballad a brano hard-rock e Basile si esibisce in una serie di acuti davvero notevoli.
La successiva "Deep Inside" costituisce un episodio piuttosto soft caratterizzato da cori AOR e tastiere alla Dream theater che duettano con il basso e successivamente con le chitarre; l'inserto Jazz e le parti strumentali sono in forte debito con "Metropolis Pt.2" dei pluricitati Dream Theater. L'interpretazione del vocalist risulta davvero poco convincente in "Memory Calling", ballad troppo fredda in cui il tappeto strumentale avrebbe potuto essere sfruttato meglio se messo in maggior risalto. Tastiere e cori nella parte finale immediatamente precedente l'ultimo assolo di chitarra impreziosiscono il brano risollevandone, in parte, le sorti. Inizio in chiave hard-rock per "Lord Of The Flies" in cui ogni strumento guadagna, finalmente, lo spazio meritato. L'eredità di un altro grande gruppo come quello degli Enchant si fa sentire in modo deciso in questo brano che vede Mark Basile impegnato in una intrpretazione molto più sentita e ricercata rispetto alle tracce precedenti, tanto da ricordare la voce di un'altra prog-band italiana, gli Arché. Anche per "Lord" frequenti cambi di tempo e di stile: si spazia dall'hard-rock al Jazz a qualche secondo Reggae.
"World Of Illusion" prosegue nello stile del resto dell'album ma purtroppo risulta essere un brano troppo lungo e non particolarmente attraente in cui la voce è spinta all'eccesso. Segue la ballad "Without Ann" le cui prime battute ospitano un bel dialogo tra voce e piano che lascia spazio a un notevole aumento di intensitá nel chorus. Più che buona l'interpretazione di Basile. "Waiting For The Answer" si articola in due parti, la prima della quali strumentale, e conclude il "viaggio del diamante grezzo" con un coro Gospel.
Come già detto i napoletani Mind Key possiedono capacità tecniche da vendere e sono senza dubbio abilissimi nell'accostare stili diversi e nel combinare un gran numero di cambi di tempo. Certo è che ci si sarebbe aspettati un po' più di passionalità e di calore da una formazione partenopea, specie per quanto riguarda il vocalist che purtroppo dimentica troppo spesso di cantare con il cuore.
Si spera che i Mind Key abbiano esaurito con quest'album i debiti di gratitudine con i gruppi storici muse ispiratrici della loro crescita musicale e che decidano di tentare in futuro di comporre pezzi più personali e più appassionati...
Recensione a cura di Elena Mascaro

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