Copertina 6

Info

Anno di uscita:2004
Durata:60 min.
Etichetta:Ab Vindauga
Distribuzione:Andromeda

Tracklist

  1. ONE DAY
  2. LIFE WITHOUT LOVE
  3. MEGACITY RAIN
  4. DREAMWORLD
  5. WHAT I REALLY KNOW
  6. MY PAIN
  7. QUICK AS A DAY
  8. DREAM
  9. ALONE
  10. LIFE THIS!
  11. WASTING MY MIND
  12. NO LIMIT/YOUR FUNKY RHYTMIN/SYMPHONY OF DESTRUCTION

Line up

  • Karly Hatakka: vocals, bass, keyboards, programming
  • Sami Yli Sirno: guitars, vocals
  • Jariot Lehtinen: guitars, vocals
  • Mika Jarvelainen: drums

Voto medio utenti

Che grattacapo. Il nuovo album dei Waltari è un gran bel dilemma da sciogliere. Forse la perfetta definizione di questo lavoro è racchiusa nella foto della cover art stessa, ovvero un camaleonte. ‘Rare Species’ è un dischetto difficile da inquadrare in un genere ben definito, così come è difficile poterlo apprezzare appieno tutto d’un botto, dalla prima all’ultima song, in quanto si hanno troppe influenze slegate tra loro riversate in 12, tendenzialmente lunghi, brani. L’album si apre con il richiamo di ‘One Day’, traccia decisamente Space Rock dalle bellissime linee di tastiera, per poi approdare subito a ‘Life Without Love’ (in cui spunta l’influenza di Leila K). Da ‘Megacity One’, traccia decisamente sotto tono sia per convinzione che per songwriting, in poi l’album però cambia decisamente andamento, presentando molta, forse troppa eterogeneità nelle varie tracce. Si passa così dall’elettronica dal sapore quasi Love Metal di ‘Dreamworld’ allo scontatissimo riffing di ‘What I Really Know’ (song mediocre anche sul piano del polso e del nerbo), alla dance “madonnara” del periodo di Vogue (‘My Pain’) al Rock easy tutto Barbie e bolle di sapone adolescenziale tipo Shampoo (si, proprio il duo femminile di ‘Wr’re In Trouble’, colonna sonora del film dei Power Rangers) di ‘Quick As A Day’. Nu ‘80s per ‘Dream’, passando poi per l’Industrial Goth di ‘Alone’ dal sapore vagamente linkin-parkiano (vedi le linee del chorus) fino alla quasi EBM ‘Life This!’ o allo Space Gothic Rock di ‘Wasting My Mind’. In conclusione, non sempre l’eterogeneità è un piatto in cui i vari ingredienti si sposano alla perfezione… regola confermata dall’ultima song… meglio lasciar perdere i mischioni tra i 2 Unlimited ed i Megadeth! Un album da gustare a piccoli bocconi, selezionando per il meglio la giusta canzone nel giusto momento.
Recensione a cura di Massimo 'Whora' Pirazzoli

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