Copertina 6,5

Info

Genere:Gothic Metal
Anno di uscita:2012
Durata:43 min.
Etichetta:LadyMusic Records

Tracklist

  1. YOUR MORTAL REMAINS
  2. AUTUMN LEAVES
  3. BLACK CROWS IN ME
  4. MY DARKEST SIDE
  5. STORYTELLER
  6. POUPEÈ DE PORCELAINE
  7. SIMON
  8. TIME TILT
  9. BURNING MY SOUL

Line up

  • Valentina Marvulli: Vocals
  • Francesco Faniello: Guitar
  • Andrea Canitano: Guitar
  • Giuseppe Recchia: Bass
  • Paolo Bitonto: Drums & Sequencer

Voto medio utenti

Una nuova etichetta si presenta alla nostra redazione e ci propone The String Theory con cui arriva finalmente il debutto ufficiale per i lucani Wormhole, il loro monicker è ispirato al nome di una tipologia di portali spazio-temporali e il loro interesse per questa branca della scienza si manifesta anche nel nome dell’album che rimanda a una teoria della fisica quantistica sulla composizione della materia sub-atomica, così giusto per capire che non stiamo parlando di archetti.
Effettivamente il loro lavoro è molto introspettivo in particolare nella prima parte; l’album è infatti diviso tra i primi brani incentrati sulla ricerca interiore e sulla parte finale orientata a tematiche universali: Inner Side e Cosmic Side, a detta della band.
Un female-fronted gothic metal molto contemporaneo, dalle sfumature oscure, teatrale quanto basta, molto armonioso e sostenuto da un’elegante ricerca stilistica che si riesce comunque a notare nonostante a primo impatto corra il rischio di non brillare per originalità; peccato per lo sgambetto da parte della produzione che tende a staccare in maniera abbastanza evidente la voce dal background musicale mettendo Valentina troppo in primo piano, e anche se in gran parte riesce bene a difendere la sua postazione, nel complesso qualcosa si perde; effetto meno evidente nella seconda parte grazie ad atmosfere maggiormente elaborate che rendono possibile il connubio a tutto vantaggio del risultato finale. Altra imperfezione l’uso eccessivo dei synth: io resto sempre del parere che in questo settore musicale l’opera di un tastierista se proprio non vogliamo definirla basilare di sicuro può portare tutto su altri livelli.
Molto interessante invece la scelta delle strutture dei brani che per la maggiore tendono a essere compatti dalla prima nota sino alla conclusione, senza disperdere le loro energie soltanto in un chorus che possa rimanere impresso in mente, ma puntando anzi su una proposta che suoni bene nella sua totalità, il ché per una band all’esordio -soprattutto nel loro ambito- significa correre grossi rischi, da apprezzare moltissimo questo aspetto con cui acquistano non pochi punti. Anche l’elaborazione dei testi non appare mai (troppo) ovvia, ne esce così il dischetto piacevole di una band che sembra già avere da dire la sua e si presenta con un buon livello di professionalità, certo c’è da lavorarci ancora un po’.
Con “My Darkest Side” troverete proprio quello che vi potete aspettare guardando la copertina, mentre nel terzetto finale “Simon”, “Time Tilt”, “Burning My Soul” fanno filotto mostrando le loro doti migliori in particolare la Marvulli che appare più a suo agio con interpretazioni più malinconiche e profonde.
Direi che come inizio può anche andar bene così!
Recensione a cura di Salvatore Sanzio

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