Copertina 6,5

Info

Demo
Genere:Gothic Metal
Anno di uscita:2008
Durata:39 min.
Distribuzione:Neapolis Niger

Tracklist

  1. MADRIGAL
  2. FROM TUSK 'TILL DAWN
  3. SON OF THE STORM
  4. DROP O' WINTER
  5. ... AS FALLEN LEAVES...
  6. SCARLET FEATHER

Line up

  • Thorgrim: vocals, guitars, bass, drums
  • Ophelia: vocals
  • Lord Lemory: vocals
  • Mortiis Daemonium: guitars
  • Count Leshrac Belmont: keyboards

Voto medio utenti

Un solo, macroscopico difetto affligge questo "...As Fallen Leaves" dei partenopei Veiled Moon: l'amatorialità. E' brutto sottolineare questo aspetto, soprattutto perché si tratta di un demo, ma la produzione di queste sei tracce è estremamente scadente e va a penalizzare oltremodo un lavoro altrimenti ricco di spunti interessanti. La band è in giro dalla metà degli anni Novanta, ma una serie di vicende l'hanno condotta a pubblicare la prima vera opera solo nel 2008. Non è certo l'esperienza, quindi, a mancare ai Veiled Moon... si sente subito che le tracce hanno tutte qualcosa da dire, sono costruite su un'ossatura solida e con un preciso obiettivo ben fissato nella mente. Forse però la direzione artistica non è ben chiara, spaziando da un gothic/doom attraverso black metal e parti ambient. Faccio in effetti fatica a identificare un target ideale per questo tipo di musica, anzi penso purtroppo che non sia un genere appetibile per una larga base di ascoltatori. Ma questi due ragazzi napoletani fanno bene a proseguire per la propria strada... forse basterebbe solamente concentrare meglio gli sforzi in una specifica direzione invece che disperderli tra echi acustici degni dei migliori Tristania (oltretutto quando accompagnati dalla splendida voce soprano di Ophelia) alternati a sfuriate tipicamente black a base di blast beat e ferali scream. Proprio l'aspetto vocale andrebbe curato maggiormente: Ophelia è purtroppo utilizzata di rado, mentre fa capolino qua e là una voce pulita maschile che non convince del tutto, manca di mordente e di tensione. Dal punto di vista dell'atmosfera, fondamentale per un'opera del genere, si respira un'aurea quasi orrorifica in molte parti, merito dell'ottimo lavoro tastieristico svolto da un guest musician. Anche gli altri ospiti si difendono egregiamente, e in generale il lavoro tecnico non lascia quasi mai a desiderare. Certo, piacerebbe sentire qualcosa di più pulito, nel senso sempre della registrazione. Ma i presupposti ci sono: ragazzi, però, questa volta non fate passare altri dieci anni!
Recensione a cura di Alessandro 'Ripe' Riperi

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