(06 maggio 2010) Vice Squad - 6 Maggio 2010 (Locanda Atlantide, Roma)

Info

Provincia:RM
Costo:non disponibile
Ad appena quattro giorni dal concerto degli Exploited, loro colleghi più illustri, un’altra leggenda del punk britannico fa la sua calata in quel di Roma, anche se con esiti leggermente diversi. Non c’è tantissima gente, infatti, questa sera qui alla Locanda Atlantide per il concerto dei Vice Squad. Certo il locale non è vuoto, ma non è neanche stipato come nelle grandi occasioni, e forse, visto l’ottimo show messo su dalla band di Beki Bondage, non sarebbe stato male se fosse stato così.

Ad ogni modo, sono i Serial Drinkers ad aprire lo show, anche se sarebbe meglio dire LE Serial Drinkers, visto che si tratta di tre donzelle alle prese con un punk rock diretto, di quello semplice, basato su tre accordi. Non molto il tempo a loro disposizione, però le tre ragazze lo sfruttano al meglio, cercando di coinvolgere il poco pubblico presente sotto al palco, purtroppo con esiti non sempre positivi. È ancora palese una sorta di inesperienza che rende la loro esibizione poco convincente, in particolare quella della bassista, davvero un po’ fuori luogo rispetto alle altre due colleghe. Molto meglio, invece, Kikka, che picchia duro dietro i tamburi e riesce a risollevare un po’ le sorti dello show. In ogni caso, una performance che non ha lasciato grandi segni, se non negli amici più stretti delle tre ragazze…

Le cose migliorano nettamente quando gli SweetSick salgono sul palco. Nonostante il loro punk infarcito di pop non sia proprio il top per i miei gusti, bisogna ammettere che è palese come la band abbia decisamente più esperienza rispetto a chi li ha preceduti. Buono il piglio di AnnA, a suo agio dietro il microfono, così come quello dei suoi compagni. Anche per loro una mezz’oretta scarsa, e, purtroppo, anche per loro non tantissima gente ad acclamarli sotto il palco, anche se pian piano la Locanda Atlantide sta iniziando a riempirsi. Le sonorità più spiccatamente pop proposte dalla band dal vivo rendono relativamente meno rispetto al cd, e forse una prova leggermente più tonica avrebbe giovato al gruppo guidato dalla bionda e carina singer. Devo ammettere, però, che il pubblico ha apprezzato lo show della band romana, visto anche il clima abbastanza festoso della serata.

Almeno fino a questo momento… quando infatti sul palco salgono i Pinta Facile, con il loro Oi! d’assalto, l’aria diventa un po’ meno rilassata, e la gente presente non esita a cantare insieme a Lorenzo i ritornelli e i cori di brani come “Cattivi pensieri”, “No politica” o “Ribelle”, e anche sotto al palco le cose cambiano, con un pogo mediamente violento a sostituire quello spensierato di poco prima. Non è un mistero che io non ami particolarmente la musica Oi! Però quando un gruppo come i Pinta Facile ha argomenti validi con cui controbattere c’è poco da dire. I quattro romani picchiano duro e soprattutto dimostrano assoluta devozione verso ciò che suonano, ma soprattutto verso ciò che sono. D’altra parte non dico il falso se affermo che stiamo parlando di una delle band Oi! più rispettate della penisola. Decisamente vincitori, almeno tra le band di apertura, giunge anche per loro il momento di lasciare il palco, non senza qualche polemica, visto che per motivi di orario la loro scaletta viene leggermente tagliata (anche se in realtà la band se ne fregherà e infilerà comunque gli ultimi due brani previsti…).

Dopo un veloce cambio palco è tutto pronto per il piatto forte della serata. In assoluta tranquillità, e soprattutto senza il minimo fare da superstar, Beki e i Vice Squad fanno il loro ingresso on stage, ed è bello vedere come una band storica riesca a mantenere ancora, dopo più di trent’anni il contatto con la realtà, con quello che era, e con il proprio pubblico. Sembra stupido sottolinearlo, ma vi assicuro che non è così scontato, anche, e forse soprattutto, nell’ambito punk, dove spesso si ha a che fare con personaggi, senza fare nomi, che oggi come oggi sono l’esatto opposto di quello che rappresentavano e vorrebbero rappresentare ancora. Chiusa questa piccola parentesi, veniamo allo show, una sorta di best of di tutti i classici del gruppo, con una scaletta bilanciata tra vecchi classici e nuovi anthem. Ecco quindi arrivare, in ordine sparso, “Punx united”, “Stab in the dark”, “Rock and roll massacre”, fino alle immancabili “Voice of the people” e “Last rockers”. Cosa dire… Beki è ancora splendida, in un vestitino minimo ed attillato, e ha ancora abbastanza voce per strillare nel microfono tutta la sua rabbia, oltre a non aver perso un’oncia del suo ormai famoso carisma. Ottima anche la prova di Kev Taylor dietro i tamburi, costretto, poverino, a suonare l’80% del concerto con la pelle di risonanza del rullante completamente squarciata, con tutto ciò che ne deriva, senza però perdersi d’animo, anzi, è stato simpatico il modo in cui c’ha riso su e ha continuato a pestare duro.

E nonostante qualche problema dovuto a 3-4 personaggi ubriachi e abbastanza molesti (uno di questi era il nostro inviato, NdGraz), la gente si è anche divertita, pogando per tutta la durata dello show. Un po’ meno si sarà divertita la ragazza che s’è slogata il pollice della mano sinistra a causa dei personaggi di cui sopra, ma vabbè, son cose a mettere in conto ad un concerto. E così a distanza di quattro giorni, qua nella capitale è stata di nuovo festa per i punk, con due ottimi show a ridosso l’uno dell’altro, The Exploited e Vice Squad, due icone del punk britannico, pur se in ambiti leggermente differenti, che non ne vogliono proprio sapere di buttare la spugna. Un pochino di gente in più non mi sarebbe dispiaciuta, ma tutto sommato devo dire che si è trattato di un bel concerto, con una band ancora in forma smagliante e una Beki sempre deliziosa.

Ringraziamo l'organizzatore Hard Staff per la preziosa e continua collaborazione che ha reso possibile questo live report.

Foto di Roberto Alfieri
Report a cura di Roberto Alfieri

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