Unite una bella serata sul lido di Ostia alla strafottente cafonaggine dei Prophilax e avrete come risultato due ore spese in spensieratezza e cazzeggio allo stato puro.
Ormai i Prophilax hanno raggiunto lo status di cult band a tutti gli effetti, e non è un caso se sulla spiaggia che li ospitava era possibile incontrare tutti i tipi possibili di persone, addirittura uno skinhead, ve lo giuro.
Ovviamente essendo un live set gratuito l'affluenza è stata notevole, con un pubblico esteso quasi fini al mare, non si poteva chiedere di meglio quindi. L'orario di inizio era previsto per le 22, ma non si sa per quale motivo le ostilità sono state aperte per le 22.30, dando il via ad una bolgia infernale, fatta di fiche, culi, tette e cazzi assortiti.
Ovviamente i classici erano tutti li, Dora Daccela Ancora, Ospenadal, Mano, Fotturia e chi più ne ha più ne metta. Quello che però mi ha colpito è stato vedere il pogo infernale delle prime file, ma soprattutto il calore del pubblico nei confronti del complesso capitolino, quasi rituale lo scambio "stronzate-spettatori, spettatori-stronzate", quasi una gara a chi la diceva più grossa.
I testi e l'immaginario dei Prophilax li conoscono tutti (almeno spero), quindi ben vengano soggettoni travestiti da preti Francescani o da semplici e inquietanti preti... sono anche a conoscenza di chi c'era sotto l'abito, ma per la legge sulla privacy taccio. Dal punto di vista tecnico nulla da dire, non ero posizionato in un punto favorevole, ero praticamente sul lato destro del palco, quasi dietro l'amplificazione, ma non ci voleva una scienza per capire la qualità e l'impatto del suono, fra l'altro il pubblico sembrava apprezzare decisamente.
Con una band come i Prophilax c'è poco altro da aggiungere, un delirio di Rock demenziale con le palle (eh si, definizione che calza a Pennello...) che ha lasciato il segno.
E ora aspettiamo il seguito de Il Quinto Escremento, ce lo devono dare, daje...