Into the Concept: Avantasia - "The Metal Opera"

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Pubblicato il:25/11/2011
“We are the power inside, we bring you fantasy. We are the kingdom of light and dreams, gnosis and life: Avantasia!”
GENESI
Come ogni buona storia che si rispetti, anche la storia degli Avantasia ha bisogno di una degna introduzione.
Tutto inizia nel 1998, quando ai tempi dell’uscita di Vain Glory Opera il 21enne cantante degli Edguy, Tobias Sammet, inizia a pensare all’idea di realizzare un’opera vera e propria, assoldando i migliori cantanti e musicisti in ambito power metal. In particolare il concetto di opera metal nasce grazie ai diversi ospiti che gli album degli Edguy avevano ospitato fino a quel tempo e che Tobi immaginava impegnati su un progetto nuovo, da lui totalmente ideato. L’idea però naufraga quasi subito, non essendo riuscito a trovare praticamente nessuno disponibile, se non i soli Hansi Kursch dei Blind Guardian e Timo Tolkki degli Stratovarius, pochi rispetto alla mole di lavoro che Sammet aveva in testa.
Passano così gli anni e durante il 1999 e il 2000 Tobi inizia a scrivere, durante le pause tra una data dei tour e un’altra, una bozza di quello che sarebbe poi stato Avantasia. La storia fluisce in maniera eccellente ma mancano ancora le componenti principali, ovvero le voci e gli strumenti. La prima idea di Sammet fu di realizzare il lavoro sotto il moniker Edguy, ma subito il pensiero venne scartato a causa dell’esiguo numero di componenti del gruppo.
Sammet contatta quindi prima di tutto Tolkki e Kursch, ovvero coloro che fin dal principio avevano appoggiato la sua idea. Kursch però è troppo impegnato coi suoi Blind Guardian e si vede costretto a rifiutare.
Tobi quindi pensa prima di tutto a completare la formazione dal punto di vista strumentale, chiamando Henjo Richter dei Gamma Ray alla chitarra, che si dimostra interessatissimo e provvede a contattare gli amici di lungo corso Markus Großkopf al basso e Alex Holzwarth alla batteria, rispettivamente dagli Helloween e dai Rhapsody.
Per quanto riguarda invece i cantanti che interpreteranno i vari personaggi dell’opera, Sammet inizia una lunga ricerca che, a fronte di rifiuti eccellenti quali quello di Tony Martin e di Ronnie James Dio, oltre a quello vociferato di Bruce Dickinson, porta nella schiera degli Avantasians veri e propri pilastri del metal quali Andre Matos dagli Angra, David DeFeis dai Virgin Steele e soprattutto l’idolo dell’infanzia di Tobi, quel Michael Kiske tanto rimpianto dai fans e ormai da anni lontano dalla scena metal.
Arriviamo così al Gennaio del 2001 quando in tutta Europa esce finalmente “The Metal Opera Part I”, il coronamento di un sogno lungo 3 anni, e a seguire nel 2002 vede la luce il suo naturale seguito, “The Metal Opera Part II”, che conclude in maniera degna uno dei concept più belli della storia del metal.

IL CAST
Come per ogni opera che si rispetti, anche “Metal Opera”, nella sua particolarità, ha una lunga schiera di interpreti. Vediamoli nel dettaglio (tra parentesi le band più famose in cui hanno militato).

Cantanti:
- Tobias Sammet (Edguy) – Gabriel Layman, monaco Dominicano novizio di Mainz
- Michael Kiske (Helloween) – Lugaid Vandroiy, druido
- David DeFeis (Virgin Steele) – Jakob, monaco Dominicano protettore di Gabriel
- Ralf Zdiarstek – Falk von Kronberg, Sceriffo di Mainz
- Sharon Den Adel (Within Temptation) – Anna Held, sorellastra di Gabriel
- Rob Rock (Axel Rudi Pell) – Johann Adamm von Bicken, Vescovo di Mainz
- Oliver Hartmann (At Vance) – Papa Clemente VIII
- Andre Matos (Angra) – Elderane l’Elfo
- Kai Hansen (Helloween, Gamma Ray) – Regrin il Nano
- Timo Tolkki (Stratovarius) – la voce nella torre
- Bob Catley (Magnum) – l’Albero della Conoscenza

Musicisti:
- Henjo Richter (Helloween, Gamma Ray) – chitarra
- Markus Großkopf (Helloween) – basso
- Alex Holzwarth (Rhapsody) – batteria
- Tobias Sammet (Edguy) – tastiere
- Eric Singer (Kiss) – batteria
- Norman Meiritz – chitarra
- Frank Tischer – pianoforte
- Jens Ludwig (Edguy) – chitarra
- Timo Tolkki (Stratovarius) – chitarra
INTRODUZIONE
La storia di “Metal Opera” è ambientata a Mainz nel 1602. Protagonista della nostra vicenda è Gabriel Layman, un giovane novizio presso i monaci Dominicani, il quale si è messo in grande mostra durante la caccia alle streghe che imperversa in Europa.
Il suo mentore è Jakob, il quale decide di premiare Gabriel facendolo andare da solo alla torre delle streghe, per conoscere direttamente la sua prossima anima da purificare. Gabriel raggiunge la torre, apre la porta della cella e rimane di sasso: la donna all’interno è Anna, la sua amata sorellastra. Il povero novizio è shockato, non crede ai suoi occhi e torna in fretta e furia al monastero alla ricerca di akob, per chiedergli spiegazioni a riguardo. Lo trova nella biblioteca, intento a leggere un curioso libro che viene subito gettato via, quasi nascosto, quando il monaco si accorge di non essere più da solo in quel luogo di lettura. Gabriel chiede quindi spiegazioni riguardo la posizione di Anna e Jakob si dimostra molto comprensivo a riguardo, promettendo di dare un’occhiata al fascicolo della donna e di trattarla col dovuto rispetto, data la loro parentela.
Gabriel però non si sente tranquillo, in particolare per il comportamento sospettoso di Jakob riguardo al libro della biblioteca. Cosa nasconde quel libro? E’ forse uno dei libri satanici sottratti alla strega Else Vogler, condannata nell’ultimo processo tenutosi?
Il giovane, roso dal desiderio di conoscenza e dalla curiosità, raggiunge la biblioteca di nascosto e inizia a leggere il libro, del quale però non riesce a capire granché se non che è pervaso dal male, finché non trova una lettera di tale Lugaid Vandroiy, indirizzata proprio a Else Vogler, il quale si dichiara il legittimo proprietario del libro e ne pretende la restituzione. Sulla copertina del libro c’è uno strano sigillo triangolare, della grandezza di una mano.
Gabriel chiude il libro, convinto che il giorno dopo sarebbe riuscito a capirci qualcosa di più. Ma il libro gli lascia delle strane macchie nere sulle mani, indelebili..Jakob quindi lo scopre e lo fa arrestare per aver infranto una delle regole sacre del Monastero. Gabriel si ritrova così in prigione..
L'OPERA
Atto 1 – Scena 1

("Prelude")
Gabriel si ritrova quindi in cella, assieme ad un compagno al quale racconta i suoi dubbi e la vicenda che l’ha portato li. Scopre ben presto che il suo interlocutore altri non è se non quel Lugaid Vandroiy firmatario della lettera trovata nel libro, il Malleus Maleficarum, che il rivelatosi druido dice di rivolere a tutti i costi. (“Reach out for the Light”).
Vandroiy racconta a sua volta a Gabriel la sua storia, comunicando al giovane che non si sbagliava affatto riguardo le potenzialità malefiche del libro e che il suo imprigionamento era effettivamente ingiusto. Gabriel così inizia a pensare alle brutalità commesse durante i processi, a che tipo di bestie erano diventati perpetrandole (“Serpents in Paradise”), in particolare durante il processo alla strega Else Vogler, proprietaria del libro (“Malleus Maleficarum”).
I due così decidono che è inutile rimanere in prigione, è assolutamente necessario fuggire da li e cercare di fare qualcosa per liberare Anna. La situazione è critica: il druido è ormai considerato a tutti gli effetti un eretico, mentre il giovane novizio è un rinnegato, che ha tradito l’ordine. Dopo 3 giorni di prigionia quindi i due riescono a sopraffare la guarda e a fuggire dalla prigione. ("Breaking Away") Gabriel si dirige verso la torre delle streghe, ma Vandroiy lo blocca ricordandogli la loro precaria situazione. Decidono dunque di fuggire dalla città, correre il più lontano possibile e pianificare qualcosa per riuscire a liberare Anna, la cui mancanza abita e anima gli incubi del povero Gabriel (“Farewell”).


Atto 1 – Scena 2

Tre delle figure più di spicco di Mainz, ovvero il monaco Jakob, il Vescovo Von Bicken e lo Sceriffo Von Kronberg sono in viaggio verso Roma, dove avranno udienza nientemeno che con Papa Clemente VIII. I due prelati sono visibilmente a loro agio tra le bellezze e il lusso di Roma, mentre lo sceriffo è l’unico ad essere sorpreso dalla maestosità e dall’alone di gloria che aleggia nella città eterna.
Il momento dell’incontro con il Papa arriva, i quattro sono seduti attorno a uno splendido tavolo e il vescovo di Roma ringrazia personalmente Jakob e Von Bicken per avergli portato quello che lui definisce, in maniera criptica, “la settima parte di un sigillo da ricomporre per effettuare la transizione ad un mondo spirituale” (“The Glory of Rome”).
Von Kronberg viene rimandato a Mainz assieme al resto della carovana, mentre Jakob e Von Bicken vengono invitati dal Papa ad unirsi a lui nel viaggio verso questo mondo di saggezza e di ricchezza spirituale, mondo che dovrà eventualmente essere sigillato, ovviamente non dopo aver goduto dei suoi privilegi.
I tre raggiungono quindi le viscere della terra, sotto la città di Roma, e dopo numerose porte e corridoi arrivano ad una stanza enorme. Il Papa estrae da una borsa il sigillo, che Jakob riconosce come quello presente sulla copertina del Malleus Maleficarum, e lo applica accanto ad un sigillo simile su un muro. A quel punto una porta si apre, una porta su un mondo sconosciuto e misterioso. I 3, non senza remore e paura, valicano quella porta.. (“In Nomine Patris”).

Nel frattempo Gabriel si risveglia da uno svenimento e cerca di ricordare gli avvenimenti delle ore precedenti: venuti a sapere che una carovana sarebbe partita da Mainz verso Roma, i due fuggitivi decidono di raggiungerla ma vengono incrociati da alcuni banditi, i quali li tramortiscono rubandogli quelle poche cose che hanno addosso. Vandroiy intanto lo raggiunge con qualche pianta medicinale per curarlo e gli racconta la storia del sigillo: quello che c’è sul libro è infatti la settima parte di un sigillo che permette ad un corpo mortale di raggiungere il mondo spirituale, o Avantasia come lo chiama il vecchio druido. Il pericolo è che le sette parti del sigillo, se portato in una torre sita nel centro di Avantasia, possono chiudere le porte a questo mondo, non permettendo più agli uomini di sognare e di accedere alla sua saggezza e alla sua spiritualità, trasformando quindi tutti in marionette nelle mani di quei pochi che hanno chiuso il passaggio. Scopo di Vandroiy è quindi quello di impedire tutto ciò.
La carovana però è ormai lontana, quindi il druido ricorre a un piano alternativo: nella foresta li vicino c’è un luogo in cui un’anima mortale può arrivare ad Avantasia, lasciando il suo corpo nel mondo reale. Vandroiy si offre volontario per fare da guardia al corpo di Gabriel, il quale spinto dal druido effettua la transizione verso questo mondo spirituale.. (“Avantasia”)


Atto 2 – Scena 1

Gabriel si sveglia, la testa gli fa un gran male e non riconosce il suo corpo. La sua anima ha effettuato però correttamente il passaggio e la natura incontaminata di Avantasia si apre davanti a lui (“A New Dimension”).
Proprio in quel momento vede un uomo di bassa statura avvicinarsi a lui, il quale si presenta come Regrin il nano. Regrin lo conduce verso Sesidhbana, la capitale di Avantasia, per farlo incontrare con il Re degli Elfi e sovrano del regno, Elderane, il quale gli racconta chi sono e cosa stanno passando (“Inside”).


Atto 2 – Scena 2

Nel regno di Avantasia è in atto una guerra: misteriose forze del male si sono risvegliate e non permettono a nessuno di accedere alla torre, se non a coloro i quali sono in possesso del sigillo. Elderane raccomanda quindi a Gabriel di raggiungere gli umani che sono entrati ad Avantasia con le sette parti del sigillo e rubarglielo, per evitare che gli uomini si dimentichino del mondo spirituale e che le creature meravigliose che lo abitino cessino di esistere (“Sign of the Cross”).
Gabriel viene quindi trasportato in prossimità della torre tramite una macchina volante guidata dagli elfi e, complice il suo aspetto diverso da quello del mondo reale, riesce ad infiltrarsi nel gruppo degli uomini spacciandosi per una guida.
Nel tragitto verso la torre, Vandroiy, il quale per tutto il tempo era rimasto in contatto mentale con Gabriel, continua a pensare al perché il contatto con Avantasia cesserebbe di esistere se il sigillo dovesse essere portato alla torre. Quali segreti nasconde? Elderane però mantiene il silenzio, assicurando che certe cose è meglio che rimangano segrete alle orecchie degli uomini.
Nel frattempo il drappello arriva nei pressi della torre e il Papa inizia a discutere con la voce, reclamando quanto scritto nei documenti in suo possesso, ovvero l’illuminazione assoluta data dalla venuta di Gesù Cristo. La voce nella torre inizia a diventare impaziente e a quel punto Vandroiy per l’ennesima volta chiede a Elderane una spiegazione..l’elfo cede: all’inizio dei tempi, tre maghi dell’universo crearono sette cancelli, sette libri e sette parti del sigillo, allo scopo di intrappolare nella torre il proprio padre, che aveva tentato in tutti i modi di portare caos e distruzione nel mondo. Il padre è infatti la voce nella torre, la quale può essere liberata solamente riportando il sigillo tra le mura di quest’ultima.
Vandroiy impallidisce a seguito della spiegazione e esorta Gabriel a recuperare il sigillo. I 3 curiati nel frattempo iniziano a dubitare della veridicità dei documenti in loro possesso e in un attimo di distrazione causata dalla paura lasciano cadere a terra il sigillo. Gabriel coglie quindi l’occasione, lo recupera dalla polvere e inizia a correre il più possibile lontano dalla torre, scartando e evitando le forze oscure che lo braccano, prima di venir recuperato dalla macchina volante degli elfi (“The Tower”).
Gabriel viene quindi ricondotto a Sesidhbana e accolto come un eroe; lui però è ben conscio di non esserlo, essendo la sorella Anna ancora in catene nella torre di Mainz. E’ ora che Vandroiy mantenga la promessa di aiutarlo a liberarla..





Atto 2 – Scena 3

Dopo aver clamorosamente fallito nella loro impresa alla torre, i 3 uomini di Chiesa vengono travolti dall’ira della voce nella torre, che loro sono ancora convinti trattarsi di Dio, non conoscendo la storia dei 3 maghi. Nel frattempo a Sesidhbana Gabriel realizza pian piano quello che è riuscito a impedire rubando il sigillo, notando com’è semplice per l’essere nella torre manipolare le anime deboli anche rinchiuso (“The Seven Angels”).
Non pago di quello che ha già realizzato, Gabriel si rende conto che, pur soffrendo per Anna, non è ancora giunto il momento di tornare a casa. Prima vuole sapere di più su Avantasia (“No Return”).
Dopo un confronto con Elderane, il Re degli Elfi lo indirizza verso l’Albero della Conoscenza, ammonendolo però che a fronte di scoperte grandiose sarebbe stato investito da altrettanti dubbi e paure. Di fronte all’Albero, Gabriel sperimenta infatti quanto detto dall’elfo (“The Looking Glass”).
Scopre così che non sempre la strada verso la purificazione è semplice, a volte bisogna prima passare attraverso percorsi oscuri (“In Quest For”).
L’Albero suggerisce a Gabriel di non angustiarsi troppo sulle cose che non riesce a comprendere, dato che c’è tempo per acquisire la saggezza adeguata, aprendo gli occhi e la mente. Nel frattempo qualcosa attorno a lui cambia: le acque del lago sito accanto all’Albero diventano scure, il cielo riflette l’oscurità e alte onde si alzano, mostrando volti urlanti e straziati, tra cui quello di un giovane Jakob, che implora pietà (“The Final Sacrifice”).


Atto 2 – Scena 4

Nel frattempo i 3 chierici, fallita la loro impresa e subita l’ira della voce, vagano per le terre desolate di Avantasia alla ricerca dell’uomo che ha sottratto loro il sigillo. Intanto non riescono a capire perché Dio li abbia puniti in questo modo, non trovando niente di male nell’avere più conoscenza rispetto agli altri uomini. Per alcuni è meglio credere senza sapere (“Neverland”).


Atto 2 – Scena 5

Dopo la visione nel lago, Gabriel è ancor più determinato a scoprire cos’è successo realmente e ha tutte le intenzioni di liberare l’anima di Jakob imprigionata nei sotterranei di Roma (“Anywhere”).
Torna quindi nella capitale di Avantasia e ne parla con Eldarane, il quale prima cerca di scoraggiarlo salvo poi raccontargli una storia secondo cui sotto la città di Roma esiste una stanza in cui si trova un calice colmo delle anime dei dannati e di coloro i quali si sono venduti durante le varie epoche, sorvegliato da una bestia enorme. Questo calice, tra l’altro, è la maggiore fonte di potere delle forze oscure presenti nella torre.
Gabriel, con la compagnia e l’aiuto di Regrin, tramite una parte del sigillo torna nel mondo reale e raggiunge la stanza nelle catacombe di Roma, trovandovi effettivamente un calice enorme. Il novizio riesce a rovesciarlo e migliaia di anime si disperdono, ma il suo gesto risveglia la bestia, la quale cerca di raccogliere le anime e nel frattempo riesce ad uccidere Regrin il nano, prima di soccombere a sua volta.
Gabriel fugge, senza sapere se l’anima di Jakob sia stata liberata o meno, oltre a sentirsi responsabile per la morte di Regrin. Torna a Sesidhbana e viene informato da Elderane che le forze nella torre hanno perso vigore, e che quindi la sua missione è riuscita (“Chalice of Agony”).


Atto 3 – Scena 1

Gabriel a questo punto viene rispedito nel mondo reale, all’interno del suo corpo ancora sorvegliato da Vandroiy. I due decidono di riposare qualche ora prima di tornare a Mainz per liberare Anna, ma poco prima di partire il druido comanda a Gabriel di partire per l’Irlanda, lasciando a lui l’incombenza di liberare la sorella, per sdebitarsi di quanto lui fatto per Avantasia. Il giovane, seppur riluttante, segue il consiglio e parte.


Atto 3 – Scena 2

Assieme a un manipolo di uomini assoldati in una taverna, Vandroiy parte in direzione della torre delle streghe. Arrivatovi, scopre che la porta della cella è già aperta e trova l’ormai redento Jakob in procinto di liberare Anna. Il druido spiega brevemente a Anna dove può trovare suo fratello, quando le guardie irrompono nella stanza assieme allo Sceriffo Von Kronberg, uccidendo il vecchio Vandroiy. Anna riesce a fuggire e Jakob a difendersi dagli attacchi dello sceriffo, il quale in un pervaso dalla rabbia e accecato dall’ira e dalle visioni viene trafitto dall’arma di Jakob (“Memory”).


Atto 3 – Scena 3

Anna riesce a questo punto a scappare da Mainz, nonostante le ricerche a tappeto da parte delle guardie, e raggiunge finalmente Gabriel in Irlanda, dove i due potranno iniziare una nuova vita, insieme, verso l’ignoto (“Into the Unknown”).


COMMENTO FINALE
Cos’altro si può dire dopo un racconto del genere? Nulla più se non che è senza dubbio una delle storie più avvincenti mai scritte per un concept album, considerando soprattutto la quantità di testi, musiche e interpreti che la compongono. Amalgamare tutto questo materiale non è cosa da poco, ma Sammet ha dimostrato di saperlo fare alla grandissima, nonostante la giovane età, mostrando un carisma notevole, cosa che l’ha poi portato nel gotha del metal mondiale, sia con gli Avantasia che con gli Edguy.
In attesa di sapere nel dettaglio cos’ha poi tirato fuori dal cilindro con “Scarecrow”, “Wicked Symphony” e “Angel of Babylon”, riascoltatevi questo capolavoro che sotto l’insegna “Metal Opera” racchiude un mondo magico e meraviglioso, popolato dai vostri sogni e dalle vostre paure.

Quoth the Raven, Nevermore..
Articolo a cura di Andrea Gandy Perlini

Ultimi commenti dei lettori

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Inserito il 29 nov 2011 alle 15:02

Ma in alto nella homepage c'è tanto di tastino "articoli"! Lì ci sono tutti!

Inserito il 29 nov 2011 alle 11:53

Ok, quello l'avevo visto. Ho immaginato ,però, che mettendo altri articoli et similia l'elenco scorra perdendone alcuni. Io mi riferivo ad un indice, o sottosezione, qualcosa su cui clicchi e ti spunta una bella lista con tutti gli articoli ( come per le band) Vabbeh sbranf, era tanto per dire comunque

Inserito il 28 nov 2011 alle 19:51

Caro Erlik, ti basta guardare a destra: nella colonna "ultimi articoli" c'è tutto, in ordine di uscita.

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