Fenomeni ParaMetallici! # 1: Caparezza

Caparezza

Caparezza

Capa in versione 'uomo di latta'

Capa in versione 'uomo di latta'

La copertina de "Il sogno Eretico"

La copertina de "Il sogno Eretico"

Introduzione


Cari amici, benvenuti ad una nuova rubrica che, spero per un bel po’ di tempo, ci terrà compagnia sulle pagine del nostro amato Metal.it. “Fenomeni ParaMetallici” vuol essere un viaggio nel mondo di quegli artisti che, pur non essendo precipuamente assimilabili al mondo dell’hard rock e del metal, hanno da esso tratto spesso spunti, ispirazione, linfa vitale per la loro opera creativa. Inutile quindi ricordarvi che questi non sono articoli dedicati a rockstar, più o meno famose: il nostro intento, con “Fenomeni ParaMetallici”, è quello di espandere la nostra sfera del sapere, per scoprire come, e in che misura, il nostro amato genere musicale abbia spesso fatto breccia negli universi artistici diversi da esso, influenzandoli in maniera più o meno vigorosa.

Si aprano dunque le danze: l’onore del primo capitolo spetta a Michele Salvemini, in arte Caparezza, grazie a voi presente (seppur per breve tempo) perfino nella nostra classifica Last Fm!





CAPAREZZA: LA STORIA


Galeotto fu Sanremo: Mikimix, come allora si faceva chiamare il Capa, nasce infatti come rapper e cantante melodico; alle sue spalle, una conduzione per VideoMusic (“Segnali di fumo”, con Paola Maugeri), e ben due apparizioni al Festival della canzone de noartri: nel 1995 a Sanremo Giovani, con la canzone “Succede solo nei film” ed al Festival di Sanremo 1997, nella categoria nuove proposte con “E la notte se ne va”. Inutile tentare di ricordarlo o riconoscerlo: in quei tempi della “capa rezza” (“testa riccia”, nella traduzione dal pugliese, dialetto della terra natìa del Nostro molfettano) c’era ben poco, ed un look giovane e sbarazzino faceva il paio con delle canzoni, francamente e per stessa ammissione del diretto interessato, non così fondamentali nella storia della musica:



Poco male: il giovane Michele si rintana nel garage, e mentre crescono capelli e pizzetto, cresce parimenti anche una coscienza acuta e pungente, che lo porta, di lì a poco, al successo come rapper, con il nome CapaRezza. La forza di Capa sta soprattutto nell'uso sapiente ed istrionico della lingua italiana, e così il rapper pugliese usa, abusa, crea e distorce giochi di parole uno più sorprendente, colto e azzeccato dell'altro, dando ai suoi testi uno spessore che va ben al di là della facile canzoncina rap/hip hop.

Cinque gli albums pubblicati, di cui l’ultimo, “Il Sogno Eretico”, è appena uscito per Universal Music. Conosciuto più per il tormentone “Fuori dal Tunnel”, CapaRezza si rivela in realtà una figura molto interessante, bravissimo nell’adattare, con ironia dissacrante, dei testi arzigogolati a basi strumentali che spesso, molto spesso, escono dal solito cliché di genere.

CAPA E IL METAL?


Cosa c’entra dunque Caparezza col metal? Ben più d’una volta l’artista ha tratto ispirazione dal nostro mondo, citando spesso musicisti e cantanti rock e metal, e usando proprio la musica a noi cara come veicolo per le sue canzoni. Gli esempi si sprecano: da “Vengo dalla Luna” a “Ilaria Condizionata”, da “La rivoluzione del sessintutto” a “Abiura di Me”, sempre più spesso le canzoni di Caparezza si colorano di ritmi pesanti, chitarre distorte, ed una vera band dietro il cantante, band che lo segue anche dal vivo, spostando decisamente il peso delle esibizioni live verso il concerto “vero”, e limitando l’uso di campionature a pochi, misurati episodi.





È proprio l’ultimo nato in casa Caparezza, “Il sogno Eretico”, a presentare alcune songs molto, molto imparentate col rock pesante:

La fine di Gaia” ci presenta un 4/4 serratissimo e carico di riffs, su cui Capa ci racconta di come tutta la storia della fine del mondo del 2012 sia in realtà una colossale bufala:




Il dito medio di Galileo”: bella rivincita per Galileo, che a distanza di secoli dimostra di avere avuto ragione, e quindi può vendicarsi per bocca di Caparezza, che propone una punizione “esemplare” per tutti i miscredenti: infilarsi il dito medio di Galileo…




Messa in moto”: un brano che è una vera metal song, in cui in Dio stanco di preghiere e tonache, chiede di essere lasciato in pace da una manica di ‘fedeli’ solo di nome e solo quando gli conviene. Da notare il riffone che apre la song, e le varie citazioni a personaggi illustri del metal, tra cui, immancabile, un omaggio a Ronnie James Dio:




Concludendo, è sempre un piacere scoprire come il nostro amato metal, che nella migliore delle ipotesi viene completamente ignorato dall’opinione pubblica e dai media mainstream, conservi intatto uno spirito forte, energico ed in grado di strabordare anche verso lidi inaspettati, quale è di certo l’hip hop intelligente, ispirato e stimolante di CapaRezza. Bella Capa!



Discografia:

?! – 2000
Verità supposte – 2003
Habemus Capa – 2006
Le dimensioni del mio Caos – 2008
Il sogno Eretico – 2011


Sito ufficiale: http://www.caparezza.com/
Canale Youtube: http://www.youtube.com/user/telecaparezza

Ultimi commenti dei lettori

Avatar Inserito il 17 aprile 2011 alle 03.00

A me Caparezza fa schifo!

Avatar Inserito il 05 aprile 2011 alle 08.26

Sarà pur vero che il Caparezza ha l'animo di fondente metallo - cosa che condivido appieno... Ma per me l'è solo un simpatico paraculo. Ha nasato che con il metal non sarebbe andato da nessuna parte, e così si è studiato - o altri hanno studiato per lui, chi lo sa - una...

Avatar Inserito il 04 aprile 2011 alle 21.53

Aldilà che possa piacere o meno (a me è lascia piuttosto indifferente) inviterei, senza polemica, chi decanta la profondità dei testi di caparezza e il suo "tiro" live ad andare a vedersi e ad ascoltarsi bene Kaos One. Coerenza, intelligenza e cattiveria da vendere, altro...

Leggi la discussione completa

Pubblicato il: 31/03/2011

Articolo a cura di
Pippo 'Sbranf' Marino
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