(Molten Universe)Demon Cleaner - Demon Cleaner

Copertina Mai brillato per eccessiva originalità i Demon Cleaner, loro suonano con i Fu Manchu nel mirino e li braccano con l’incrollabile dedizione di un cacciatore di frodo. I profondi cambi di line-up non hanno modificato il loro fuzz-sound senza compromessi, ma lo hanno irrobustito e definito meglio. Potenti, energici, compatti, alla resa dei conti anche trascinanti. Dopo una vita di ascolti conservo la certezza che può anche bastare così per tre quarti d’ora di buona musica. Tutti i dotti ragionamenti su “evoluzione” e “staticità” delle proposte artistiche alla mia età fanno l’effetto del politichese: una sciacquatura di piatti. Inforco le cuffie, metto un disco, mi sbatto in poltrona, spengo le luci, e se non mi addormento vuol dire che sto ricevendo sensazioni positive. E con questi svedesi riesco a stare ben sveglio. Tutto il resto è aria fritta. Ed allora via con il deserto di Borlange (Swe) ed i suoi poderosi anthems stoner che più stoner non si può: “Freedom’s prize”, la cupa e marziale “After/before”, la torcibudella “The seven”, il rombo sabbathiano “The aftermath” con il basso di Jansson a condurre il gioco, ed ancora una manciata di clonazioni dei vecchi Manchu (“Accellerator””All systems go”) con gli immancabili turgidi giri circolari ed ipnotici. Per qualcosa fuori dalla norma affidiamoci agli otto minuti del trip “Black river”, trasposizione musicale dell’effetto di stupefacenti e maggior sforzo creativo prodotto da questa band nei suoi sei anni di vita. Con i gemelli Dozer i Demon Cleaner rappresentano da tempo lo stoner ortodosso europeo e non c’è sicuramente da fargliene una colpa. Questo album è di molto superiore al precedente “The freeflight”, segno che il gruppo sta proseguendo imperterrito e concreto per la propria lineare strada cercando di progredire il più possibile. Il disco darà piena soddisfazione agli appassionati del genere senza distinzioni. Chi preferisce le nuove sensazioni alla moda e le novità futuristiche ne stia ben alla larga.

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Genere: Doom Metal / Stoner / Sludge
Anno di uscita: 2002
Durata: 46 min.
Tracklist:

  1. FREEDOM’S PRIZE
  2. AFTER/BEFORE
  3. ACCELLERATOR
  4. RUBY
  5. FROM THE GROUND BELOW
  6. THE AFTERMATH
  7. ALL SYSTEMS GO
  8. THE SEVEN
  9. BLACK RIVER

Line up: non disponibile

Voto medio utenti: Nessun voto

7
Recensione a cura di
Fabrizio 'Stonerman' Bertogliatti
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