Cryptic Slaughter - Life in Grave

Copertina Metà anni '80, tempi di prime commistioni tra thrash e hardcore: tempi ultra-fast, riffs a cavallo tra hc e metal, liriche dai contenuti socio/politici. Nasce così il crossover, genere musicale assai diverso da ciò che oggi si intende con questa parola; prima che questo termine vessine rubato per etichettare nuovi fenomeni commerciali della seconda metà dei '90, il crossover era l'unione tra la musica metal, nella sua versione più veloce, e l'hardcore, con le sue tematiche prettamente impegnate e di denuncia, le strutture scarne, le durate irrisorie di poco più di un minuto o due, e i semplici giri musicali ripetuti all'infinito.
E' il maggio 1985 quando i californiani Cryptic Slaughter, nati nell'estate del 1984 per mano di Les Evans e Scott Peterson, registrano il primo demo "Life in Grave". La cassetta si apre con "Flesh of the Wench", che nei suoi due minuti e trenta propone un paio di riffs, velocità assurde, una tecnica pari al ridicolo e un cantato di netto stampo hardcore, sguaiato e urlato; non da meno "Necessity Supreme" che mostra chiaramente come soluzioni venomiane possano essere rivisitate in chiave hardcore. La produzione ovviamente lascia a desiderare, ma ricordo che stiamo parlando di un demotape realizzato con metodi caserecci diciotto anni fa. Con "Life in Grave" cala la velocità ed emergono soluzioni inaspettate, con una lead quantomeno traballante che sembra dar spazio ad un sound diverso, ma è solo un'introduzione alla sfuriata che verrà; sulle stesse coordinate ecco "War to the Knife" tirata dall'inizio alla fine, mentre la conclusiva "Rest in Pain" mostra soluzioni un minimo più ricercate e qualche manciata di riff e variazioni ritmiche in più. Da momenti quasi di totale hardcore, lontanissimi dagli stop and go a dal riffing in palm mute del thrash, i Cryptic Slaughter passano a solismi puramente heavy, in contrasto con le caratteristiche consuete dell'hc, in un unione di generi e stili che verrà poi meglio sviluppata negli anni a venire. Già, perchè pur restando un demo assolutamente personale e innovativo (quasi sconvolgente) nel panorama di quegli anni, dobbiamo ammettere che le canzoni non si distinguono particolarmente l'una dall'altra, colpa anche di un livello tecnico assolutamente inesistente che rende possibili poche altre soluzioni nel songwriting.
"Life in Grave" fu accolto alla grande dai tape-traders di mezzo mondo, specialmente negli States, tanto che finì niente meno che nelle mani di Katon W.DePena degli Hirax, che allora avevano appena firmato per Brian Slagel. Katon girò a sua volta il demo a Brian, che dopo un paio di settimane scarse contattò i tre per offrirgli un contratto sotto Death Records, ramo minore della celeberrima Metal Blade. Prima l'apparizione su "Metal Massacre VII", poi l'ingresso in line-up del bassista Rob Nicholson, ed infine, nell'estate del 1986 il debutto discografico "Convicted", ben più maturo e meglio suonato del demotape del 1985; ma di questo disco parleremo meglio nella specifica recensione. Concludo dicendo che, di recente, la Relapse Records ha ristampato in cd i primi due dischi, aggiungendo alla re-release di "Convicted" il demo in questione e cinque songs live risalenti al maggio 1988, per un totale di ventitre canzoni.

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Past

Genere: Thrash / Speed Metal
Anno di uscita: 1985
Durata: 13 min.
Tracklist:

  1. FLESH OF THE WENCH
  2. NECESSITY SUPREME
  3. LIFE IN GRAVE
  4. WAR TO THE KNIFE
  5. REST IN PAIN

Line up:

  • Les Evans: guitar
  • Scott Peterson: drums
  • Bill Crooks: bass, vocals

Voto medio utenti: Nessun voto

SV
Recensione a cura di
Lorenzo 'Txt' Testa
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