(Candlelight / Audioglobe)Shores of Null - Black Drapes for Tomorrow

Copertina Non ho dubbi: la stragrande maggioranza dei gruppi metal alle prime armi venderebbe l’anima a Maria De Filippi pur di poter realizzare un debut album originale, ispirato, qualitativo e professionale come “Quiescence” degli Shores of Null.
Al tempo stesso, esordire “col botto” può portare con sé qualche controindicazione, fra cui il fattore ansia ingenerato dalle aspettative.

Ai capitolini, in effetti, spettava un compito tutt’altro che semplice: realizzare un sequel in grado di non sfigurare con l’ottima opera prima e, perché no, addirittura di surclassarla.
Dopo svariati ascolti di “Black Drapes for Tomorrow” credo di poter affermare che il secondo obiettivo -per certi versi utopico- non sia stato raggiunto.
Rispetto al primo invece, come potrete constatare sbirciando il voto, ci siamo eccome.

Iniziamo dalle due rassicurazioni più importanti:
- la proposta dei Nostri continua ad incantare per la naturalezza con cui miscela death melodico, doom e dark/gothic, creando un ibrido musicale miracolosamente coeso, oltre che di raro fascino;
- le composizioni, piuttosto elaborate pur senza ricorrere a minutaggi eccessivi, riescono anche in questa occasione a sprigionare quella sensazione di solennità decadente e malinconica che farà la gioia (sembra un controsenso in termini, ma vi assicuro che non lo è) dei fan di Insomnium, Novembers Doom, Hanging Garden, Dark Lunacy, Paradise Lost e Novembre.

Gradite conferme giungono poi dal fronte esecutivo: gli Shores of Null rinsaldano il loro status di ottimi musicisti grazie ad una prestazione compatta, senza sbavature ed esaltata da una produzione di alto livello.
Impossibile, sotto questo profilo, glissare sulla prestazione dietro al microfono di Davide, davvero strepitoso in ogni frangente, tanto nel growling quanto sul clean; per quel che mi riguarda, siamo già ai vertici della scena per timbrica, personalità e duttilità.
Suggestivo e calzante anche l’artwork di copertina, il che non guasta.

A fronte di cotanto ben di dio (si fa per dire) fungono da parziale contraltare:
- una minor freschezza compositiva rispetto al passato;
- l’assenza del chorus indimenticabile che non ti esce più dalla crapa (sin troppo facile il riferimento alla linea vocale di “Ruins Alive”);
- la presenza di alcuni, sporadici passaggi poco ficcanti che finiscono per appesantire l’ascolto.

Facezie, comunque sia: di fronte al disperato attacco di “House of Cries”, agli intrecci chitarristici di “A Thousand Storms” e alla livida magniloquenza di “Carry On, My Tiny Hope” non si può che applaudire.
Anzi, mi correggo: si può anche supportare.

Gli Shores of Null hanno infatti dimostrato, con “Black Drapes for Tomorrow”, di meritare tutta l’attenzione degli ascoltatori più attenti e lungimiranti.
E visto che voi, cari lettori di metal.it, possedete entrambe le predette qualità in dosi industriali (paraculo mode: on), saprete senz’altro cosa fare.

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Genere: Doom Metal / Stoner / Sludge
Anno di uscita: 2017
Durata: 51 min.
Tracklist:

  1. TRIBUTARY WATERS
  2. DONAU
  3. TIDE AGAINST US
  4. HOUSE OF CRIES
  5. BLACK DRAPES FOR TOMORROW
  6. THE ENEMY WITHIN
  7. CARRY ON, MY TINY HOPE
  8. WE AIN'T ASHES
  9. A THOUSAND STORMS
  10. THE KOLYMA ROUTE
  11. DEATH OF A RIVER

Line up:

  • Matteo Capozucca: bass
  • Emiliano Cantiano: drums
  • Raffaele Colace: guitars
  • Gabriele Giaccari: guitars
  • Davide Straccione: vocals

Voto medio utenti: Nessun voto

8
Recensione a cura di
Marco Cafo Caforio
In vendita su EMP
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