
I francesi
Les Discrets arrivano al debutto in contemporanea con gli amici
Alcest, con i quali condividono parecchio. Le due band, oltre al batterista
Winterhalter, condividono il fatto di ruotare intorno a un mastermind, in questo caso
Fursy Teyssier, e buona parte dell’immaginario lirico/visuale oltre che musicale.
È inutile che vi dica che anche in questo caso, come in quello degli
Alcest, ci troviamo di fronte ad un progetto fuori dal comune, emozionale, poetico, ricco di feeling.
I
Les Discrets hanno, tuttavia, un approccio musicale molto più affine al dark e al gothic, a differenza del black metal degli
Alcest, sebbene sia possibile ritrovare quella medesima componente post rock/shoegaze che regala melodie progressive, malinconiche, ricche di pathos.
Sin dall’iniziale “
L'Échappée” si viene investiti da un flusso emozionale che è simile a una marea, e come una marea riempie i vuoti e gli spazi, pervadendo e permeando l’anima dell’ascoltatore.
È impossibile non rimanere impressionati dall’intensità di una canzone come “
Song For Mountains”, dal delicato spleen che regala, o dalla fragile, sconvolgente ed eterea bellezza di “
Une Matinèe D’Hiver”, dove la parte iniziale, con i fiati, sembra addirittura citare gli
U2 di “
With Or Without You”!“
Septembre Et Ses Dernières Pensées” è un piccolo gioiello, una pennellata d’artista che dipinge scenari crepuscolari, tipici del mese di Settembre, sulla tela dell’immaginazione dell’ascoltatore e, come per gli
Alcest, il risultato è prettamente soggettivo, fungendo la musica dei
Les Discrets da cassa di risonanza, amplificando le sensazioni, a volte annichilendole. Di sicuro non si rimane indifferenti perché, volenti o nolenti, i
Les Discrets vi lasceranno il segno.
Vorrei dirne di più, ma non riuscirei mai a mettere per iscritto le suggestioni che questa musica offre, quindi mi limito ad affidare al vento il seme di questa recensione, sperando che dia frutti nei cuori delle anime sensibili.