Copertina SV

Info

Anno di uscita:2010
Durata:non disponibile

Tracklist

  1. I ROBOT
  2. CAN'T TAKE IT WITH YOU
  3. DON'T ANSWER ME
  4. BREAKDOWN / THE RAVEN
  5. TIME
  6. PSYCHOBABBLE
  7. I WOULDN'T WANT TO BE LIKE YOU
  8. DAMNED IF I DO
  9. MORE LOST WITHOUT YOU
  10. DON'T LET IT SHOW
  11. PRIME TIME
  12. SIRIUS / EYE IN THE SKY
  13. (THE SYSTEM OF) DR. TARR AND PROFESSOR FETHER
  14. GAMES PEOPLE PLAY

Line up

  • ALAN PARSONS: Acoustic Guitar, Keyboards and Vocals
  • P.J. OLSSON: Acoustic Guitar and Vocals
  • GODFREY TOWNSEND: Lead Guitar and Vocals
  • STEVE MURPHY: Drums and Vocals
  • MANNY FOCARAZZO: Keyboards and Vocals
  • JOHN MONTAGNA: Bass Guitar and Vocals

Voto medio utenti

In un periodo storico musicale come quello attuale, dove tutte o quasi, le band famose o meno famose si autocelebrano con una reunion (se va bene, e se hanno voglia, magari anche con un disco “nuovo”) c'é chi va oltre...!
Anche gli Alan Parsons Project hanno fatto la loro reunion... ma c'é una cosa da sapere... “forse non tutti sanno che”... gli Alan Parsons Project sono una band formata da una sola persona: Alan Parsons.
Che in questo caso... non c'é che dire, ha avuto il coraggio di riunirsi con se stesso!
Già a partire dalla seconda metà degli anni 70, Alan Parsons, finita l'esperienza altamente impegnativa, di essere l'ingegnere del suono dei Pink Floyd, ci deliziò con numerosi tentativi di carattere musicale: famosi gli album come “Tales Of Mistery And Immagination”, suo lavoro di debutto, “I Robot” e probabilmente il più famoso (ma anche più commerciale) “Eye In The Sky”.
Ebbene una “reunion” senza novità ne stilistiche ne sonore ne musicali addirittura un ritorno con un album live registrato al concerto di Madrid poco tempo fa.
Il disco inizia con I Robot esattamente come era quando uscì nel 1977: stessi suoni, stesse basi, stessi cori, si continua con “Can't Take With You” pubblicato in “Pyramid” del '78... si prosegue con tanti altri brani contenuti in altrettanti album... immancabile (ovviamente) “Eye In The Sky” preceduta dalla altrettanto famosa “Sirius”... credo sinceramente che l'unica cosa attuale siano gli applausi e le urla dei fans spagnoli accorsi al concerto!
Certo che per gli appassionati, andare a sentire il proprio idolo, credo sia sempre e comunque, una bella esperienza, magari è stato un bel concerto, con belle luci, audio spettacolare e tutti gli effetti speciali o meno, che si addicono ad un evento di grande portata...ma comprarsi il CD dopo, questa volta, non ha proprio alcun senso.
Da quello che ho appreso nella documentazione allegata al disco, di cui sto scrivendo, la pubblicazione avverrà il 19 Marzo 2010, quindi la cosa da fare è semplicissima: se siete dei fans sfegatati di Alan Parsons molto probabilmente avrete già tutti i suoi dischi (e magari pure in vinile) quindi questo CD non vi serve, se invece volete una raccoltina dei lavori di questo professionista della musica allora potete approfittare.
Non darò un voto a questo disco, semplicemente perché non se lo merita... non è nuovo, non ci sono nuove idee, non c'è nemmeno la volontà di farsi sentire e dire "Hei ragazzi... sono tornato e anche alla grande".
Mi viene da chiudere con una battuta che solo pochissimi possono capire pienamente... ma state tranquilli va benone per tutti e soprattutto rende bene l'idea: “A Parsoooo mavvafff........”
Recensione a cura di Guido 'Sybelius' Zerbin

Ultime opinioni dei lettori

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Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 22 mar 2010 alle 11:42

Io adoro Alan Parsons. insieme ad Oldfield, mi ha fatto conoscere la vera musica con la M maiuscola. Posseggo tutti i suoi dischi in vinile e in cd e l'ho visto in concerto più volte. Trovo anch'io che un'uscita di questo tipo sia abbastanza inutile ma sull'artista ...tanto di cappello!

Inserito il 21 mar 2010 alle 10:59

Era una battuta "interna", Guido è chiamato "Parso" dagli amici perchè, tra le tante cose, è fonico di studio, e quel simpatico ed irriverente modo di apostrofare l'ho coniato io per tutte le volte che mi rompeva le scatole in studio a farmi rifare le tracce! Detto ciò, massimo rispetto per le opinioni di tutti.

Inserito il 21 mar 2010 alle 10:45

Mi spiace dirlo ma trovo questa recensione abbastanza irrispettosa verso il nome preso in esame. Stiamo parlando di un progetto messo su da un grandissimo artista che ha contribuito con il suo mestiere a scrivere pagine importantissime della storia del rock (Abbey Road e Dark Side Of The Moon). Se poi si conta che ultimamente è venuto a mancare l'altra metà del progetto, ovvero Eric Woolfson (quando ho sentito in radio dare per morto lo stesso Alan Parson) credo che questo disco vada visto in un'ottica diversa, ovvero un tributo all'amico scomparso (con il quale si separò artisticamente nel 1990). Non avrà fatto nulla di nuovo, non avrà riarrangiato per l'occasione nemmeno una croma, e sull'utilità in questione del disco posso anche starci, ma chiudere la recensione in quella maniera... mah... io l'ho trovata irrispettosa.

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