Chaos Conspiracy: intrighi di “disciplinata” anarchia.

Quando un gruppo “emergente” riesce a sfuggire alle imperanti catalogazioni, muovendosi con “disarmante” facilità e maestria tra i meandri dei generi e delle sfumature musicali e realizzando una mistura sonora in grado di manifestarsi visionaria, innovativa e rumorosa, ma anche equilibrata, coerente e persuasiva, direi che la "strada" intrapresa è sicuramente quella giusta. Se poi tale gratificante risultato è addirittura ottenuto senza l’ausilio di una voce, beh forse sarebbe più corretto parlare di una band davvero “promettente”, un esponente di valore di quelle forme artistiche che tentano faticosamente di contrastare la retorica (anche dei contenuti) e la stasi creativa del rock e che non dovrebbero in nessun modo rischiare di passare inosservate.
Aggiungete una significativa aliquota combinata d’impegno politico “antagonista”, d’ironia, di sarcasmo e di cinismo e otterrete i Chaos Conspiracy, autori dell’encomiabile “Indie rock makes me sick” e nostri interlocutori per questa necessaria “indagine conoscitiva” …

Ciao ragazzi, grazie per il tempo che ci dedicate, benvenuti sulle pagine “virtuali” di Metal.it e complimenti per il vostro ottimo “Indie rock makes me sick”. Direi, come di consueto, d’iniziare con una sintetica scheda di presentazione della band …
Il progetto prende vita nel 2004 e comprendeva anche la presenza di un vocalist. A fine 2005 esce "Out Of Place", licenziato dalla britannica Copro Records e dalla statunitense Liberation Records, al quale fanno seguito quasi cinquanta date in giro per la penisola. Nel 2008, per questioni strettamente artistiche e di visione generale del progetto, decidiamo definitivamente di abbandonare l'utilizzo della voce e di impostare il tutto in ottica interamente strumentale. "Indie Rock Makes Me Sick" è il risultato di questa scelta e la naturale evoluzione di una ricerca portata avanti con una classica impostazione in trio.
… seguita da una breve delucidazione su monicker e titolo del disco, entrambi piuttosto singolari …
Beh, per quanto riguarda il nome, la ricerca si è basata semplicemente su due parole che rendessero al meglio il nostro “spirito”. Termini così in antitesi tra loro ma che insieme creano un impatto destabilizzante. E non mi riferisco solo all'attitudine prettamente musicale, venendo tutti e tre da esperienze di militanza all'interno del Depistaggio di Benevento.
Il titolo del disco era semplicemente il più efficace tra quelli della tracklist, concepito allo stesso modo: ironia, sarcasmo, una buona dose di cinismo il tutto a diretto contatto con temi politici a noi cari. Ovviamente ci riferiamo a ciò che l'indie è diventato. Alla moda, alle major, alla spocchiosità. Per noi e per chi lo ama davvero, l'indie (o meglio, l'american indie) sono i Sonic Youth, i Minor Threat, i Fugazi, ecc., band che oltre a stravolgere musicalmente il panorama internazionale, hanno nel tempo mantenuto una credibilità molto forte nonostante la meritata visibilità.
Dopo l’album di debutto, avete deciso, dunque, di affidarvi ad un’espressione artistica esclusivamente strumentale … avete già accennato alle motivazioni di questa scelta … l’impressione maturata in sede di recensione che ci fosse qualcosa di più “profondo” del “mero” pragmatismo era quindi corretta?
In realtà si ... la decisione, come accennavamo prima, nasceva prima di tutto da obiettivi artistici non più condivisi da tutti, la situazione interna aveva assunto contorni piuttosto pesanti proprio come gestione del progetto, rischiando di mandare all’aria i sacrifici e le soddisfazioni che fino a quel momento avevamo raccolto. Le individualità che oggi animano il progetto Chaos, sono quelle che c’erano fin dall’inizio ed addirittura prima, considerando che avevamo condiviso altri progetti comuni, non solo musicali ma anche politici. Senza ombra di dubbio saremo gli stessi in futuro e nel momento in cui ciò non dovesse accadere, la band non esisterà più. Chaos Conspiracy non nasce tra i banchi di scuola, per fronteggiare la noia, né tantomeno è frutto di un’amicizia di lunga data tra i propri membri. Chaos Conspiracy è un progetto di rottura che ha un piano programmatico e degli obiettivi ben precisi e tutte le cose positive fino ad ora raccolte sono frutto di una precisa alchimia.
Anche i titoli dei vs. brani sono parecchio interessanti e denotano una certa mordace ironia, qualità sempre più rara e non solo tra gli artisti … anche se può sembrare una banalità sono molto curioso … non avendo, ovviamente, un legame con il testo, come nascono?

I titoli nascono in maniera molto consapevole, di solito dopo confronti molto accesi. Cercano di riassumere il mood generale del brano e soprattutto evidenziare una sorta di presa di posizione rispetto a determinate tematiche a noi molto care. Il messaggio è ciò che conta di più e l'assenza della voce ovviamente inficia inevitabilmente quest’aspetto, pertanto utilizziamo i titoli dei dischi così come delle singole tracce per far cercare di emergere quanto più possibile lo spirito ed il contesto nel quale viene generato, cercando di essere quanto più comunicativi possibile.
“Indie rock makes me sick” è la dimostrazione tangibile di una band dotata di una generosa “cultura” musicale … mi piacerebbe sapere quali sono i capisaldi “storici” della vs. formazione e quali i colleghi contemporanei che apprezzate in maniera particolare …
La black music nell'accezione più ampia del termine è sicuramente il contenitore dal quale peschiamo maggiormente gli input creativi che ispirano il progetto. Da James Brown, passando per Miles Davis fino al rock steady con frequenti incursioni nella dubstep e nei linguaggi dell'elettronica 2.0.
Le band che in questo momento riteniamo artisticamente più rilevanti sono senz'altro The Way Of Purity, My Distance, Aucan, lo stesso Luca Aquino, Riotown, Karl Marx Was A Broker, Topsy and The Great, Majakovic, Fuzz Orchestra, Zeus ...
Ho apprezzato molto il vs. approccio alla materia: intellettuale, creativo, rumoroso, sghembo e policromo, ma mai autoindulgente, rispettoso di una, per quanto evoluta, “forma canzone”. Come “germogliano” i vs. ramificati pezzi? Da spunti individuali o da “brainstorming” collettivi? La “comprensione” delle composizioni rappresenta un obiettivo primario della fase di stesura?
Non c'è un “metodo” collaudato. Magari capita che uno di noi porti una progressione e che cinque minuti dopo di questa diventi semplicemente il pretesto per partire e stravolgere il tutto. Buttiamo fuori in maniera molto istintiva tutto ciò che abbiamo da dire in quel preciso istante, anche se magari non si direbbe, dopodiché comincia la scrematura delle parti e lo smussamento della struttura. Riascoltiamo molte volte il tutto e se nella settimana successiva a nessuno dei tre annoia, viene buttato dentro. Ovviamente il tutto è possibile in quanto registriamo ogni singola prova.
Come ampiamente sostenuto e ribadito il disco non fa rimpiangere la mancanza di una voce, ma sono anche un grande estimatore della delicata arte della “fonazione modulata” e sarei in ogni caso interessato a saggiare le vs. attuali peculiarità coadiuvate da un vocalist all’altezza … avrò mai l’occasione di soddisfare questa curiosità?
Credo che sia quasi impossibile, ma mai dire mai ... Chaos Conspiracy non è una band ma un progetto multiforme. Per ogni album decidiamo come approcciarci alla composizione e all'esecuzione e il tutto viene messo in discussione fino all'ultimo ...
La presenza della prestigiosa tromba di Luca Aquino, ospite nella suggestiva volubilità di “Noam is my copilot” rappresenta il classico “valore aggiunto” … com’è nata questa preziosa collaborazione?
Senz'altro la presenza di Luca ha rappresentato un notevole plusvalore all'interno dell'economia del disco, soprattutto per ciò che artisticamente parlando rappresenta oggi Luca nel panorama jazzistico internazionale. La stima in primis e la curiosità nel far coesistere due mondi così apparentemente lontani, ma animati in realtà dalla medesima attitudine è stato sicuramente la base di partenza per la collaborazione. Oltre al fatto di trovarsi davanti ad uno dei musicisti più professionali ed allo stesso tempo umili con cui ci sia mai capitato di suonare. Ha apprezzato immediatamente il pezzo e un attimo dopo era in sala a registrare. Buona la prima ovviamente...
Siamo arrivati agli inevitabili “progetti futuri” … Quali sono le prospettive a breve termine dei Chaos Conspiracy, anche sotto il profilo live-shows? E come immaginate, in una visione un po’ più a lunga “gittata”, possa evolversi il vs. suono?
Il tour promozionale di supporto al disco si è appena concluso, a parte qualche incursione in alcuni festival estivi, l'obiettivo a breve scadenza è di registrare il nuovo disco che probabilmente vedrà luce entro fine anno. Rappresenterà la chiusura di un ciclo creativo/compositivo che ci ha visto impegnati negli ultimi anni, dopo di che vedremo in che modo si evolverà il progetto.
Domandina “pericolosa” … nell’era dei blog, dei forum, dei social network, “dell’opinionismo” sfrenato, quanto e in che modo può essere ancora importante una recensione?
Per noi lo è ancora, e molto! Raramente chi dà un giudizio su di un social network spende più di una riga e mezzo. Né tantomeno si cura più di tanto di dargli una “forma” leggibile. Ben altra cosa invece è rappresentata da chi, prima di sedersi e scrivere, il disco l’ha sentito più e più volte, si è documentato sul progetto. Secondo noi raramente ci si sofferma sul voto del recensore. Certo è importante, ma rimane pur sempre un parere. Parlare del disco invece, anche negativamente, può mettere in luce particolari che al recensore non piacciono, ma magari attirano la curiosità del lettore.
Dalle famose "top five” di “Alta fedeltà” agli "elenchi" di “Vieni via con me”, quello delle “liste” è un mezzo divulgativo sempre abbastanza sfruttato ed efficace … diteci i tre luoghi comuni più fastidiosi che caratterizzano la scena musicale “sotterranea” italiana …
1) La necessità di cantare in Inglese per essere apprezzati all'estero ed avere un taglio internazionale.
2) Il suono della nostra band nasce dalla varietà di ascolti di ogni singolo componente, tutti ascoltiamo cose diversissime ed è per questo che il risultato che ne scaturisce è originale.
3) Senza un'agenzia di booking alle spalle non fai concerti.
Siamo alla fine … nel ringraziarvi nuovamente e rinnovando gli apprezzamenti per il vs. lavoro, vorrei che consideraste questa “domanda” come una sorta di spazio “autogestito” … a voi la parola, in piena libertà … commenti, proclami, qualche “vaffa” particolarmente sentito …
Ribadiamo con forza per l'ennesima volta: con il caso Moro non c'entriamo nulla, siamo completamente estranei alla vicenda e la magistratura ci darà ragione. Confidiamo nella giustizia!
Intervista a cura di Marco Aimasso

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