Una nuova stagione per i Benedictum

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Riecco i Benedictum, che bissano l’album d’esordio, "Uncreation", con il nuovo "Seasons of Tragedy", un buon disco, dove, se è mancato l’effetto sorpresa, vengono fuori alcune novità e diverse sfaccettature che in precedenza erano rimaste nascoste.
Non si nasconde di certo la loro cantante, Veronica Freeman, che torna su Eutk…

Quali sono secondo te le principali differenze tra il vostro primo album ed il nuovo "Seasons of Tragedy"? Personalmente l’ho trovato più veloce ed aggressivo, concordi?
Assolutamente si! Credo che ci sia anche una miglior qualità nella resa sonora assieme ad un maggior feeling. Abbiamo provato sia a crescere come gruppo sia a accrescere la varietà nelle canzoni che sono poi andate a comporre l'album.
Gli ottimi riscontri di "Uncreation" vi hanno portato a subire maggiori pressioni nello scrivere e nell’incidere le nuove canzoni?
Più di quanto tu possa pensare ehhe. Ho potuto rilassarmi e godere del buon feedback di "Uncreation" per un solo mese, prima di iniziare a subire lo stress legato all'album seguente.
Come si è sviluppato il songwriting? Ha partecipato l’intero gruppo o qualcuno di voi ha avuto il sopravvento?
Io e Pete abbiamo composto la maggior parte dei pezzi, ma c'è sempre stato l’aiuto da parte del resto della band. Ormai siamo abituati alla nostra formula che vede Pete uscirsene con dei riffs che poi mi ispirano nello stendere le melodie e nello scrivere i testi. Pete mi passa le registrazioni dei suoi riffs o delle nostre jam che teniamo in sala prova e poi le ascolto e riascolto continuando a lavorare sulle melodie e sulle liriche, cercando anche il giusto arrangiamento.
A proposito di testi, di cosa trattano le canzoni di "Seasons of Tragedy"? Sono per caso legate da un unico concept?
Diciamo subito che per "Seasons of Tragedy" non si tratta di un vero e proprio concept album, anche se c’è un legame musicale che scorre lungo alcune delle canzoni, e se le ascolti con attenzioni potresti anche rilevarlo eheh…
Qual’è il significato dell’illustrazione riportata sulla copertina del disco?
Rappresenta un angelo che contempla una visione di distruzione e tristezza. Credo che sia un'immagine potente che si collega con le prove e le tribolazioni che si incontrano nella vita. E’ strettamente collegata a "Seasons of Tragedy", una canzone che racconta proprio delle difficoltà affrontate da un’anima per arrivare alla luce.
Anche questa volta avete potato per inserire due covers, la più veloce "Balls to the Wall" degli Accept, e la versione acustica di "Catch the Rainbow" dei Rainbow, anche se a dire il vero quest'ultima è disponibile solo sulla versione Limited DigiPack. L’ennesimo tributo alla Storia dell'Heavy Metal?
Noi volevamo assolutamente fare "Balls to the Wall" ed eravamo certi che ci saremmo divertiti. Quelli della nostra etichetta volevano poi una bonus track ma noi non volevamo assolutamente ripiegare su nessuna delle canzoni che già facevano parte dell’album, così all’ultimo momento abbiamo accolto il suggerimento da parte loro di riprendere "Catch the Rainbow"!
Ma non hai avuto difficoltà nel cantare "Balls to the Wall"? E’ evidente come la voce di Udo sia realmente particolare, no?
Yeah, è stata davvero dura! Inizialmente avevo pensato di aver osato troppo, poi Jeff e Pete mi hanno tranquillizzata e mi hanno spinta a cercare di pensare solo a divertirmi, ed è esattamente quello che ho fatto. Mi sono limitata a divertirmi e a rilassarmi.
Rispetto al precedente disco, avete registrato una defezione, cosa ha portato Blackie Sanchez fuori dal gruppo? E come siete arrivati al vostro nuovo batterista, Paul Courtois?
Blackie rimane un caro amico, tra noi c'erano solo differenze per quanto riguardava l’aspetto musicale e così lui ha optato per altri progetti. Poco dopo è capitata l’occasione di vedere Paul suonare con la sua vecchia band, i "Mother Mae I", lo abbiamo contattato subito dopo lo show… dove era stato davvero eccezionale! E’ poi saltato a bordo con noi e si è messo da subito a lavorare alla grande.
Anche su "Seasons of Tragedy" troviamo diversi ospiti, come George Lynch, Manni Schmidt, Jeff Pilson e Craig Goldy. Come siete riusciti a coinvolgerli?
E’ semplicemente accaduto. Noi sapevamo che avremo potuto contare sul nostro buon amico Craig Goldy, e, infatti, ha fatto un fantastico lavoro su "Catch the Rainbow". Riguardo a George Lynch, siamo riusciti a trovare il coraggio di chiedere a Jeff se poteva fare una telefonata a George, è quando lui ha accettato il nostro entusiasmo era alle stelle! Abbiamo invece incontrato Manni Schmidt durante il tour con Doro, e si è rivelato una grandissima persona, anche lui ha accettato con entusiasmo, e le cose hanno funzionato alla grande! Ed ovviamente Jeff Pilson ha come sempre messo tutto il suo cuore nel supportare i Benedictum, e noi lo amiamo per questo!
Dopo l’album di debutto avete avuto la possibilità di suonare parecchio dal vivo. Tra l’altro anche qui in Italia, al Gods of Metal, cosa ricordate di questa esperienza?
E’ stato FANTASTICO! Devi pensare che a quel tempo noi avevamo suonato un solo concerto tutti assieme! Aver la possibilità di venire in Italia e suonare di fronte al fantastico pubblico del Gods of Metal è stata un’esperienza che non dimenticheremo mai! Davvero entusiasmante! Abbiamo avuto la possibilità di essere presenti ai primi giorni del festival e quindi di girare in mezzo alla folla e di divertirci. Spero proprio di poterci tornare anche quest’anno, non sarebbe niente male, eheh!
Il 2007 se ne è andato da non molto, secondo te quali sono stati i migliori album dello scorso anno?
Eccone tre:
Helloween: "Gambling With The Devil"
Grave Digger "Liberty of Death"
W.A.S.P.: "Dominator"
Beh, non posso che ringraziarti e lasciarti la parola per un ultimo messaggio …
Non vediamo l’ora di vedervi nuovamente e ringraziamo tutti i nostri fans per essere così fantastici. Non potremmo fare tutto questo senza di voi!
Intervista a cura di Sergio 'Ermo' Rapetti

Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 24 apr 2008 alle 22:06

Veronica sei forte!

Inserito il 28 mar 2008 alle 05:18

ora e sempre!

Inserito il 27 mar 2008 alle 18:09

per me i benedictum sono ascoltabili ma niente di più, il classico gruppo che passa senza lasciare un segno...comunque w la fica!!