Everdawn: armonie, crescita e consapevolezza

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Gruppo:Everdawn

Da pochi giorni è stato pubblicato il loro secondo album 'Venera', e noi di Metal.it abbiamo preso la palla al balzo intervistando gli Everdawn a riguardo, nello specifico il tastierista Boris Zaks, che ci ha raccontato sia del songwriting delle varie canzoni nell'album, delle influenze in generale che pervadono la band, e dei vari piani per il futuro. Buona lettura!

Ciao ragazzi, innanzitutto grazie per la disponibilità, e benvenuti su Metal.it! Parliamo subito del vostro nuovo album ‘Venera’, com’è avvenuto il processo di stesura dei pezzi, e come si differenzia dal precedente ‘Cleopatra’?
Non c'è di che e grazie! Il songwriting di "Venera" è stato praticamente lo stesso del nostro album di debutto "Cleopatra". Abbiamo ovviamente immaginato e tenuto conto della naturale progressione rispetto al nostro album di debutto, sia dal punto di vista musicale che dei testi; questa volta abbiamo optato per un suono ancora più curato e per un approccio più focalizzato verso un sound power metal guidato dalla chitarre, con una maggiore varietà nelle performance vocali in termini di stile, pur mantenendo le strutture sinfoniche dove necessario.

[Tutte le foto pubblicate, compresa quella di copertina, sono prese dalla pagina FB della band, copryright @Shannon Wilk]
La produzione e il mix dell’album sono state affidate a Tommy Hansen ed Eric Rachel, professionisti che hanno lavorato fra i tanti con Jorn, Helloween, Manilla Road,Pretty Maids, Symphony X, e Gamma Ray. Com’è stato lavorare con loro?
Questa volta abbiamo lavorato con Jacob Hansen, che ha fatto un lavoro straordinario nella produzione dell'album. È stato davvero un desiderio che si è avverato per noi lavorare con un tale professionista. Un ringraziamento speciale va anche a Ben Karas, l'ingegnere del suono degli studi Frightbox che si è occupato di gran parte delle registrazioni di "Venera".
In particolare, ho trovato la copertina di ‘Venera’ estremamente bella e con dei colori veramente azzeccati, trovo che Jan Yrlund abbia fatto un lavoro strepitoso, e sono dell’idea che rifletta molto bene il sound che poi si andrà a trovare all’interno del disco, condividete questa osservazione?
Condividiamo certamente lo stesso sentimento riguardo alla copertina dell'album scelta per "Venera", un bellissimo lavoro di Zsofia Dankova ispirato all'artista rinascimentale italiano Sandro Botticelli. La copertina, con le sue sfumature, parla da sola e può essere considerata un'opera d'arte a sé stante!

Come penultima traccia, vi è ‘Truer Words Ever Spoken’, finora la canzone più lunga mai composta da voi, contando anche l’album omonimo rilasciato sotto i Midnight Eternal. Parlaci di come è avvenuto il processo di songwriting di questo specifico pezzo.
Ottima domanda! 'Truer Words Ever Spoken' è di gran lunga il nostro brano più ambizioso fino ad oggi. L'idea alla base era quella di portare l'ascoltatore in un viaggio attraverso il tempo e lo spazio, riflettendo su temi importanti come l'unicità del nostro mondo e la conservazione del pianeta Terra che abbiamo presentato in "The Last Eden" dell'album "Cleopatra". Il brano, della durata di oltre 12 minuti, presenta una serie di stili diversi che rappresentano diverse epoche e zone geografiche.
Trovo che uno dei punti forti dell’album sia, nonostante l’elevato numero di canzoni, il fatto che quest’ultime (fatta eccezione per quella sopracitata nella precedente domanda) siano sì relativamente brevi, ma molto di impatto andando subito al sodo. E’ stata una decisione immediata quella di avere un songwriting più “asciutto”, o si è formata col tempo durante la stesura del disco?
Con "Venera" abbiamo deliberatamente voluto optare per un approccio più mirato alle canzoni, mantenendo l'equilibrio tra l'andare dritti al punto e il mantenere la nostra espressione artistica nel modo in cui sentiamo che le nostre canzoni dovrebbero fluire. Il nostro obiettivo principale, tuttavia, rimane sempre lo stesso: mantenere la melodia e gli hook in cima a ricchi arrangiamenti e armonie, sia a livello strumentale che vocale.

Il disco è il primo ad uscire sotto la Frontiers Music. Parlaci di com’è stato, e com’è lavorare con questa etichetta.
Siamo assolutamente entusiasti di essere rappresentati da 'Frontiers Music s.r.l.'. È stato un altro sogno che si è avverato per noi, perché sappiamo che è ancora molto impegnativo navigare e progredire come band senza il supporto di un'etichetta di tale portata. E il team vincente di Frontiers, con la sua eccezionale comprensione e il suo supporto per il rock melodico e il metal, non potrebbe essere più adatto a noi!
Su ‘Venera’ c’è un grande lavoro di costruzione soprattutto nelle parti di chitarra che ricordano a tratti Yngwie Malmsteen o Vinnie Moore, mi viene ad esempio ‘Crimson Dusk And Silver Dawn’, che però ben si sposano con le tastiere. Quanto quest’approccio neoclassical , misto ad altre parti più progressive, è importante nella vostra proposta?
Le influenze neoclassiche si trovano sicuramente in tutto l'album, proseguendo sulla stessa strada intrapresa con il materiale precedente. Dopo tutto, questa è la musica e il sottogenere in generale che è emerso negli anni '80 e che è stato la nostra grande influenza durante la crescita. Siamo molto fortunati ad essere riusciti a incorporare i suoi elementi nella nostra musica e ad essere riconosciuti per questo molti anni dopo!

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[Foto tratta dalla pagina FB della band, copryright @Shannon Wilk]
Dopo il debutto dell’omonimo album ‘Midnight Eternal’, siete andati in tour con band del calibro di Queensryche e Therion. Che ricordi avete di quell’esperienza, e pensate che lo stile musicale di queste due band abbia poi influenzato il vostro?
Entrambi i tour sono stati molto influenti e determinanti per la nostra crescita come band. Il tour con i Queensryche è stata un'esperienza molto gratificante, nonostante tutte le sfide logistiche abbiamo imparato molto e allo stesso tempo siamo stati entusiasti di suonare in luoghi iconici come l'Irving Plaza di New York o la House of Blues di San Diego. Il tour con i Therion è stata un'altra esperienza straordinaria, perché è stata la nostra prima incursione nel territorio europeo come band. Abbiamo anche avuto la fortuna di stringere amicizia con Thomas Vikstrom, che ci ha prestato la sua voce straordinaria per il duetto con Alina su "Your Majesty Sadness", brano contenuto nel nostro album di debutto "Cleopatra".
Lo scorso anno avete suonato in Italia, a Novara, assieme a Michael Schenker. Raccontaci che ricordi hai di quella sera, e se vi saranno possibilità di potervi rivedere nuovamente qui, magari proprio per promuovere ‘Venera’.
Abbiamo trascorso un periodo meraviglioso in tournée con Michael Schenker l'anno scorso, e suonare in Italia è stato un momento di assoluto rilievo. Non vediamo l'ora di tornare e siamo davvero aperti a qualsiasi opportunità futura di tornare!

Ora siete già al lavoro per il prossimo album, o vi concentrerete di più sul fronte live?
Entrambi! Abbiamo già iniziato a lavorare alla pre-produzione del nuovo album e finora le cose sembrano molto promettenti. C'è molta altra musica in noi che vorremmo condividere con il mondo. Allo stesso tempo siamo alla ricerca di nuove aperture per spettacoli dal vivo, che si tratti di tour o di partecipazioni a festival. Restate sintonizzati per i prossimi annunci!
Bene, questa era l’ultima domanda. Ringraziandoti ancora per il tempo, lascio a te la chiusura di questa intervista!
Grazie anche a voi per il vostro tempo. Vogliamo prenderci un momento per apprezzare e ringraziare i nostri fan e i media per il feedback, il supporto e la condivisione della nostra musica - non saremmo qui senza il vostro aiuto! Salute, buone feste e auguri di ogni bene da parte degli Everdawn!
Intervista a cura di Francesco Metelli

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