Introduzione
I
Pain of Salvation di
Daniel Gildenlow sono una di quelle bands che sanno come lasciare il segno. Legati ad un metal progressive mutato e trasformatosi nel corso degli anni, i PoS hanno sempre infarcito i loro albums di storie bellissime, spesso intricate e complicate, creando un concept album dietro l’altro. In questo articolo, parleremo di “
Remedy Lane”, album uscito nel 2002 e da sempre considerato uno dei picchi massimi del gruppo. La storia attorno a cui ruota “Remedy Lane” ci parla dell’amore dei due protagonisti, nato quando ancora erano poco più che bambini, cresciuto attraverso la sofferenza ed il dolore, e diventato adulto nel modo più faticoso possibile. Sullo sfondo, le suggestioni di una Budapest che fa da cornice ad una storia di dolore, amore, redenzione.
OF TWO BEGINNINGS
Ricordi. Lei ha dodici anni, io solo dieci; mi chiede se io lo abbia mai fatto con qualcuno, io sto in silenzio, pronuncio un timido ‘no’. Morirei per poterla avere con me, ma lei è grande, ha già dodici anni, io sono ancora un bambino… E adesso, tanti anni dopo, in questa camera d’albergo, capisco che, sin da allora, la libertà è stata solo uno stato mentale, e rivivo tutto quello che è successo tra me e lei…
ENDING THEME
Budapest. Ritorno qui, dove tutto è cominciato, per terminarlo. Rivivo l’incontro con un’altra lei, sapendo che potrebbe guarire quell’insanabile ferita che strazia la mia anima da tanti anni, incerto se lei, i suoi baci, il suo corpo, saranno la giusta medicina. In fondo, semplicemente, non lo so…
FANDANGO
Indietro nel tempo. Lei è forte, guardala ballare: combatte il mondo senza mai arrendersi, senza mai risparmiarsi la sua energia. Io, invece, sono come un Peter Pan solitario, spaventato, sempre un passo indietro. Due bambini, due ragazzi, due modi diversi di affrontare un mondo che ci ha feriti, delusi, spaventati; e adesso, noi balliamo insieme, con i nostri corpi, con le nostre anime, lei talmente forte da desiderare di non esserlo, io talmente spaventato da aver bisogno della sua forza…
A TRACE OF BLOOD
Di nuovo adulti: corro a casa, una telefonata allarmante, la trovo a letto, nel sangue di un aborto spontaneo. Dolore, nausea, la corsa in ospedale; le sue gambe aperte su un lettino d’acciaio, mentre i dottori la salvano perdendo il bambino, lasciando che i colori di un miracolo si trasformino in un tristissimo grigio. E mi ritrovo a cantarti una canzone, figlio mio che mai nascerà, che te ne sei andato lasciando solo una traccia di sangue, impressa per sempre negli occhi e nel cuore.
THIS HEART OF MINE
Ma l’amore, a volte, sa curare ogni ferita. Steso nel letto, ti guardo dormire, accarezzando la tua pelle con i miei occhi, e promettendomi di proteggerti sempre, di svegliarti con un sorriso, di amarti finché avrò vita. Illudendomi, ancora una volta, che il dolore si lenisca con l’amore…
UNDERTOW
Ma il dolore della perdita, lo strazio di ciò che è morto e mai più nascerà, lascia lei senza coraggio, senza forza. Vuole solo andare, salire in alto per poi cadere una volta per tutte, perché la realtà fa sempre così male? Lascia che io mi perda, lascia che muoia, lasciami sprofondare in questa notte nera di velluto…
ROPE ENDS
Un altro giorno vuoto. I bambini al sicuro con la nonna, lei si guarda intorno, la sua stanza in completo disordine, come la sua testa. Ha avuto due figli da due padri diversi, e una vita di dolore che non riesce a capire. ‘Basta!’, urla nel buio, e una corda si avvolge intorno al suo collo, fatta con una delle mie cravatte preferite… Ma la vita non vuole lasciarla andare, e tutti dormono, non la sentono piangere mentre cade per terra, ancora viva. E ci riprova, ed ancora lotta per andarsene da una vita che non le ha dato altro che solitudine e senso di vuoto, ed io rientro a casa giusto in tempo per trovarla, e scoprire che non riesci ad uscire dalla stanza per prendere un coltello, qualcosa per tagliare quella corda, mentre lei penzola dal soffitto. E poi, all’ultimo momento, riesci a scuoterti, ad aggiungere il tuo peso al suo, a strapparla all’ultimo istante dalla morte, cadendo per terra con lei, precipitando insieme nella vita, ancora vivi, ancora doloranti, troppo forti per rifiutarsi di vivere, troppo deboli per accettare la vita.
CHAIN SLING
“Non mi lasciare, stammi vicino, dov’è finito tutto l’amore che abbiamo condiviso? Non rinunciare a noi, il solo pensiero di perderti mi confonde…” “No, non c’è niente che puoi fare per me, se davvero mi ami devi lasciarmi andare.” Due anime che danzano assieme la danza della solitudine, attraverso un interludio di dolore.
DRYAD OF THE WOODS
E così lei è entrata nella mia vita, una ninfa dei boschi con un cuore grande e impavido, allungandomi una mano che non ho saputo rifiutare… A volte perdonare è troppo difficile, a volte ti riporta sulla Strada del Rimedio solo per farti capire che non ce la fai, o semplicemente non sai perdonare te stesso…
REMEDY LANE
Sì, sono innamorato, è questo che volevo scoprire, giusto? Ma innamorato di chi, o di cosa? Di una città, della carne, del passato? E all’improvviso, di nuovo, mi accorgo di quanto tutto questo sia pericoloso…
WAKING EVERY GOD
Qui a Budapest, seduto di nuovo accanto a te, cerco di spiegarti come adesso io sia libero da ogni peso, leggero e senza dolore, mentre il Danubio passa tranquillo sotto la terrazza di questo hotel. Ho desiderato essere un dio, avere poteri sovrannaturali, avere la forza che sapevo di non possedere, adesso desidero semplicemente essere me stesso, essere me accanto a te.
SECOND LOVE
Flashback. Abbiamo undici anni, e lei è l’amore della mia vita. Ma tra una settimana lei mi volterà le spalle; tra quattro anni mi darà speranza, per poi dormire con il mio migliore amico; tra cinque saremo di nuovo insieme, ma non sarà rimasto niente di questo amore doloroso e dolorante. Ma, adesso, io tutto questo non lo so: perché abbiamo undici anni e lei è l’amore della mia vita.
BEYOND THE PALE
E l’amore ed il sesso sono sempre stati lì, sin da quando ero piccolo. Avevo solo dieci anni, troppo pochi per gestire tutto quel dolore, voglia, desiderio, paura, ed io ero troppo umano, più di quanto avrei voluto essere. E adesso, cara Budapest, mentre questa giovane donna è sotto di me, sto imparando, ho imparato, eppure perché non mi sento ancora libero? Ho cercato questo amore che mi facesse sentire libero, eppure fa male come il primo, anche se cerco di restare slegato, di non perdermici; sono felice quando lei lo è, ma un secondo dopo sento che potrei andare in pezzi in un attimo… E ricordo ancora quando TU eri sotto di lui, e come mi sentii perso, e tutti questi anni passati a restarti fedele, mentre la fame si impossessava delle mie vene, della mia mente… Non è questo che volevo, mentre questa giovane donna se ne va con un taxi pagato da me… Siamo stati prematuri, è questa la storia di me e te; e siamo sempre stati troppo umani, più umani di quanto desiderassimo essere…
SAREMO SEMPRE PIU’ UMANI DI QUANTO DESIDERIAMO ESSERE.