Copertina 7,5

Info

Genere:Power Metal
Anno di uscita:2007
Durata:61 min.
Etichetta:Ulterium Records
Distribuzione:Frontiers

Tracklist

  1. CRIMSON HORIZON
  2. IN THE DEEP FOREST
  3. WASTED TIME
  4. REIGN OF TIME
  5. CLOWN IN THE MIRROR
  6. GOLGOTA
  7. THE SECOND KING
  8. THROUGH DIFFERENT EYES
  9. PHANTOM SHIP
  10. OVERFLOW
  11. THE JOURNEY

Line up

  • Cecilia Serra: vocals
  • Sandro Manicone: vocals
  • Davide Calisse: guitars
  • Fabrizio Zucchini: guitars
  • Fabrizio Sclano: bass
  • Fillipo Natoli: keyboards
  • Emanuele Valebrega: drums

Voto medio utenti

"Human Nature" mette in mostra il deciso passo in avanti compiuto dagli Ivory Moon, giovane formazione romana, rispetto al loro precedente album, l'esordio "On The Edge Of Time" uscito nel 2004.
In questo lasso di tempo sono cambiate diverse cose, e ad affiancare la brava cantante Cecilia Serra troviamo il nuovo vocalist Sandro Manicone, un innesto sicuramente positivo (basta sentirlo come affronta, ad esempio, "Phantom Ship") per la proposta musicale degli Ivory Moon, che peraltro rimane sempre ancorata ad un symphonic/gothic metal tra Nightwish ed Epica, come pure al power metal proposto da gruppi come Skylark o Dark Horizon.
Un indirizzo che viene pienamente confermato dall'iniziale "Crimson Horizon", episodio power sinfonico caratterizzato da alcuni spunti dal taglio progressive, sottolineati dal lavoro di Fillipo Natoli e con i tempi dettati dal drumming sempre preciso di Emanuele Valebrega. Tocca poi ai vocalizzi di Cecilia Serra, presto raggiunta dalla sua controparte maschile, il compito di introdurci alla successiva "In The Deep Forest", canzone che si adagia sugli stessi stilemi dall'opener, mentre con "Wasted Time" gli Ivory Moon si propongono nel momento più immediato e powereggiante del disco. Ad ogni modo i maggiori consensi li raccolgono a metà del CD con due brani di classe come "Clown in the Mirror" e soprattutto "Golgota", con la prima (dal testo incentrato sullo strapotere dei mass media) che richiama certe melodie degli Stormwitch, e la seconda (facile qui intuire il contesto lirico), teatrale ed ambiziosa, che ci consegna la miglior performance degli Ivory Moon, complessiva ed a livello di singoli.
Dalla seconda metà dell'album si mettono in risalto l'articolata "Through Different Eyes", che prende anche velocità ragguardevoli, e la già citata "Phantom Ship", altro episodio piuttosto complesso e ricco di pathos dove brillano gli intrecci vocali, ma si fanno anche notare gli spunti orientaleggianti della conclusiva e serrata "The Journey"
Finalmente ho visto quei miglioramenti che avevo auspicato sin dai tempi del loro primo demo (era il 2002), ed ora gli Ivory Moon possono giocarsela tutta... e ad armi pari.
Recensione a cura di Sergio 'Ermo' Rapetti

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