Copertina 9

Info

Past
Genere:Death Metal
Anno di uscita:1999
Durata:34 min.
Etichetta:Metal Blade
Distribuzione:Audioglobe

Tracklist

  1. POUNDED INTO DUST
  2. DEAD HUMAN COLLECTION
  3. UNLEASHING THE BLOODTHIRSTY
  4. THE SPINE SPLITTER
  5. ECSTASY IN DECAY
  6. RAPED BY THE BEAST
  7. COFFINFEEDER
  8. HACKSAW DECAPITATION
  9. BLOWTORCH SLAUGHTER
  10. SICKENING METAMORPHOSIS
  11. CONDEMNED TO AGONY

Line up

  • George 'Corpsegrinder' Fisher
  • Jack Owen: guitars
  • Pat O'Brien: guitars
  • Alex Webster: bass
  • Paul Mazurkiewicz: drums

Voto medio utenti

Che mazzata!
In confronto ‘Gallery of Suicide’ era una compilation di canzoncine di Natale visto che la nuova opera degli inossidabili Cannibal Corpse è davvero mirata ad una completa annichilazione dell’incauto ascoltatore. Poche cose sono cambiate, la registrazione ai Village in Texas al posto dei Morrisound e Colin Richardson, già con Carcass, Napalm Death e Fear Factory, al posto del leggendario Jim Morris, per il resto il brutal death che dal lontano ‘Eaten Back To Life’ contraddistingue il gruppo di Buffalo non è cambiato, tranne ovviamente una maggiore abilità tecnica e struttura dei brani.

L’opener ‘Pounded into Dust’ è un massacro e già la successiva ‘Dead Human Collection’ si candida ad essere il miglior act del disco, così come ‘The Spine Splitter’ e ‘Coffin feeder’ ma in generale l’album non ha cadute di tono. Il solito problema dei Cannibal Corpse è lo stesso da una vita: nemmeno Coccinella di Sarabanda riuscirebbe a distinguere un brano dall’altro perché davvero in un mare di violenza sono pochi i pezzi che restano impressi e qui fanno scuola ‘I Cum Blood’ e soprattutto ‘Hammer Smashed Face’.

Gran disco dunque ma per quest’anno il death metal ha già proclamato i
suoi vincitori perché ‘In Dark Purity’ dei Monstrosity, guarda caso ex formazione di George Fisher e Pat O’Brien, ha spazzato via qualsiasi avversario affermandosi come miglior episodio brutal degli ultimi anni.
Recensione a cura di Gianluca 'Graz' Grazioli
Grande album!

E' un album sicuramente migliore di Vile e di Gallery of suicide, molto pesante e violento; in esso si alternano parti lenti e parti veloci, con assoli sparati e tecnici. Unica pecca- che c'e in genere negli album con Fisher- è il fatto che il timbro di voce rimane permanentemente lo stesso, a parte qualche scream anche discreto ( io continuo e continuerò a preferire Barnes, più versatile come voce). Bloodthirst nel complesso rimane comunque un ottimo album. Voto 8.5/10

violenza e potenza

uno dei miei album preferiti dei Cannibal, semplicemente impressionante!

Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 17 gen 2012 alle 11:55

rotfl carnivals ahahhaa

Inserito il 02 gen 2011 alle 19:41

scusate... ero sotto effetto di sostanze stupefacienti! -.-''

Inserito il 31 ago 2010 alle 15:50

sbaglio o la recensione è un misto tra un analisi di bloodthirst e tomb of the mutilated? cosa c'entrano i cum blood e hammer smashed face???

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