Copertina 8,5

Info

Anno di uscita:2007
Durata:69 min.
Etichetta:Lion
Distribuzione:Frontiers

Tracklist

  1. LYRE'S HARMONY
  2. A FAIR TRADE
  3. UNBORN
  4. BLOODLINE
  5. PAINTED EYES
  6. ENGELBERT THE INCHWORM
  7. AFRAID TO FLY
  8. DIALOGUE
  9. DEPARTING WORLDS
  10. DOLDRUMS

Line up

  • Paul Villarreal: vocals, acoustic guitars
  • Marcel Coenen: guitars, backing vocals
  • Roel Vink: bass
  • Rene Kroon: keyboards, backing vocals
  • Roel Van Helden: drums

Voto medio utenti

Unico sopravvissuto di una band olandese che nel 2003 esordì ricevendo grandi consensi in ambito prog metal (merito anche dell'aiuto di un certo Arjen Lucassen in fase di produzione), parallelamente ai suoi progetti da solista, tra cui una cover band di Satriani, il chitarrista Marcel Coenen ha pian piano rimesso insieme tutti i pezzi dei Sun Caged con nuovi innesti e i risultati non hanno tardato a venire, perchè "Artemisia" supera di gran lunga il già acclamato debutto, rivelandosi un lavoro ancora più personale il cui valore cresce con il passare degli ascolti. Il singer americano Paul Villarreal (che ha partecipato alla scrittura dei testi) non fa sentire la mancanza di Andre Vuurboom (Sphere of Souls), il suo cantato si mantiene su tonalità mai troppo alte riservandosi l'ugola per lo splendido acuto finale in "Doldrums" e dà il suo meglio nelle parti melodiche dalle atmosfere più soffici aiutato spesso dai cori di Kroon e Coenen, il paragone che trovo più azzeccato è quello con Ted Leonard degli Enchant, impresa ancora più dura sembrava trovare il degno rimpiazzo a Joost Van der Broek (Star One, Sphere of Souls e ora negli After Forever), compito assolto in pieno da Rene Kroon, le cui influenze dal forte sapore prog emergono nei passaggi finali di "Bloodline" (Keith Emerson ringrazia), nel breve ma incisivo solo di "Dialogue", nei tappeti di tastiere di "Departing worlds" e nell'apertura atmosferica un po' ayreoniana preludio alla malinconica melodia di "Doldrums", alla quale collabora nella prima parte con un magnifico pianoforte e poi con le tastiere quando la ritmica si fa più sostenuta prima di lasciare lo sfogo finale al guitar solo di Coenen, i cui spunti chitarristici sono sì predominanti rispetto al precedente cd (d'altro canto lo ha concepito in gran parte da solo) dettando le accelerazioni di ritmo e i cambi di tempo che si alternano alle linee più melodiche, valgano per tutti i riffs cattivi alla Evergrey di "Unborn" e "Painted eyes", le sue molteplici influenze affiorate nei lavori da solista vengono mostrate nella strumentale "Engelbert the inchworm", in cui fanno capolino inserti di growls nel cattivissimo finale, mentre le sfumature più soffici della chitarra acustica emergono nella prima parte leggera e corale della ballad "Afraid to fly" combinandosi con una sezione basso-batteria molto complessa, preludio ad un electric guitar solo centrale che innalza il ritmo del brano per poi riportarlo alla calma iniziale con soluzioni corali di sicuro effetto. "Artemisia" è un disco di melodic prog metal difficile da descrivere e pieno di soluzioni originali, sempre in bilico tra complessità di strutture e melodie raffinate assimilabili solo dopo molti ascolti, piacerà molto ai fans di Enchant (per loro l'acquisto è obbligato), Zero Hour, Redemption, Pagan's Mind e a chi ha apprezzato il precedente debut cd. La versione giapponese contiene la cover di "Land of confusion" (Genesis), mentre altri 4 inediti sono rimasti esclusi dal cd.
In settembre i più fortunati potranno vederli in tour in Inghilterra con i Seventh Wonder e in ottobre con gli Adagio, quando cominceremo a capire che non esistono solo i Dream Theater sarà troppo tardi per vederli passare anche dalle nostre parti.
Recensione a cura di Carlo Viano

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