Copertina 7

Info

Anno di uscita:2006
Durata:52 min.
Etichetta:Mindbase
Distribuzione:Masterpiece

Tracklist

  1. ANTHEM
  2. GET IT THROUGH
  3. NO EFFECT
  4. BREED TO DEATH
  5. PRESET
  6. FIELDS
  7. RECALL
  8. STANDAND ISSUE
  9. ATTENTION
  10. THANKS FOR EVERYTHING

Line up

  • Gary Zon: all instruments

Voto medio utenti

Era da un pò di tempo che non sentivo qualcosa di degno di nota provenire dal mondo dell'elettronica. Ovvio che la mia visione su queste tematiche sia piuttosto limitata, visto che si costruisce su quello che le etichette che mi inviano, e su sporadiche ricerche personali... ma mi è sufficiente per capire che Gary Zon è un ragazzo dalle buone potenzialità. Questo russo trapiantato in America prova a rivitalizzare la formula synth pop, con una ricerca che in questo ambito ha pochi paragoni e si spinge da una parte a lambire l'industrial (Trent Reznor con i suoi Nine Inch Nails è una continua fonte di ispirazione) e dall'altra a studiare quali punti di contatto con il pop puro sia possibile raggiungere. Il risultato è un album orecchiabile e di facile ascolto, ma che non rinuncia a mettere in atto tutta una serie di accorgimenti e arrangiamenti con cui cercare perlomeno di non annoiare l'ascoltatore. Obiettivo centrato perfettamente, visto che le canzoni sono tutte distinguibili e vivono di dettagli che ne sanciscono in maniera netta la natura (vedi il caso del finale di "Breed To Death", ottimo episodio). Trovano posto anche pezzi completamente ballabili come la bellissima "Get It Through", che candido sicuramente nella top ten dei miei pezzi elettronici preferiti. Per il resto i problemi affiorano quando Gary osa un pò troppo, ed è il caso della brutta title track, pezzo pianistico con vocals sconclusionate. Altro difetto è sicuramente la qualità scarsissima dei testi, pari solo ai peggiori episodi degli Icon Of Coil: solo leggendo il booklet potrete capire. Per il resto c'è da testare la longevità di una musica che - almeno in questo caso - mostra una ricerca sapiente sia nella scelta dei suoni che nella programmazione ritmica. Viste le delusioni degli ultimi tempi, i Dismantled possono sicuramente guadagnarsi un posto di tutto rispetto.
Recensione a cura di Alessandro 'Ripe' Riperi

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