Catacombs - In The Depths of R’Lyeh

Copertina 7,5

Info

Anno di uscita:2006
Durata:72 min.
Etichetta:Moribund
Distribuzione:Masterpiece

Tracklist

  1. IN THE DEPTHS OF R'LYEH
  2. DEAD DRIPPING CITY
  3. AT THE EDGE OF THE ABYSS
  4. WHERE NO LIGHT HATH SHONE... (BUT FOR THAT OF THE MOON)
  5. FALLEN INTO SHADOW
  6. AWAKENING OF THE WORLD'S DOOM (REPRISE)

Line up

  • John Del Russi: all instruments

Voto medio utenti

Il progetto Catacombs è frutto del genio di John Del Russi, mastermind già dietro progetti come Hierophant e Inimical, e come un progetto doom che si rispetti, appena nato è già morto, avendo deciso John di passare ad altro subito dopo l’uscita di questo “In The Depths Of R’Lyeh”.
Chi è avvezzo alle novelle di sua maestà H.P. Lovecraft, sentirà un suono familiare nel titolo del disco, laddove R’Lyeh è la mitica città citata nel Necronomicon.
Ora sebbene il nostro affermi che questo disco non sia basato su un concept lovecraftiano, nonostante anche la splendida ed evocativa copertina, quando si passa all’ascolto delle sei tracce non si può non provare gli agghiaccianti brividi che provoca la lettura dei “Miti di Cthulhu”.
Funeral Doom Metal signori, musica appunto funerea, lenta, ossessiva, capace di portarvi nei luoghi desolati della mente, dove l’apocalisse è il suono di grida lontane disperse tra i sibili di un vento impetuoso, che solleva sabbia, la sabbia del deserto arabico dove si trova (si troverebbe) la città di R’Lyeh.
I patterns ritmici sono rallentati al massimo, richiamando alla mente altri mostri del calibro di Thergothon, Esoteric, Evoken, Skepticism, tutte bands che hanno fatto della nera angoscia, della depressione, un abisso senza fondo dal quale traggono ispirazione.
Le canzoni sono lunghe, superano tutte, tranne l’ultima, abbondantemente i 10 minuti, e seppur ogni tanto la sensazione di deja-vù e monotonia assale, non si può non riconoscere la colossale maestosità di pezzi come “Dead Dripping City” o “At The Edge Of The Abyss”, pezzi pesanti, sepolcrali, con profondissimi growl rarefatti e riverberati come se davvero salissero da chissà quale abisso innominabile.
I 72 minuti di questo disco sono una discesa nelle profondità più nascoste nell’animo umano, tra presenze inquietanti che scrutano, osservano, e attendono di venire alla luce per dominare il mondo degli uomini.
Se riuscite a farveli tutti d’un fiato forse uscirete da questa esperienza diversi, cambiati, persino devastati. Avvicinatevi, se osate tanto.
Recensione a cura di Luigi 'Gino' Schettino

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