Copertina 8

Info

Genere:Gothic / Dark
Anno di uscita:2004
Durata:61 min.
Etichetta:Cold Meat Industry
Distribuzione:Audioglobe

Tracklist

  1. IN CHAOS ETERNAL
  2. ILLUSION BREAKS
  3. HIDDEN CRIMES
  4. INCUBATION
  5. TWISTED FOETUS
  6. WARDEN
  7. DARK WINTER
  8. ATMOSFEAR
  9. ISOLATION
  10. VICTIM
  11. LIBRARIAN
  12. THE CALL
  13. ESCAPE
  14. FROSTED SNOWFLAKES

Line up

  • Simon Heath: vocals, programming, keyboards

Voto medio utenti

La prima parola che mi viene in mente è agghiacciante. Ma anche superlativo segue da lì a poco. Il nuovo dischetto del mastermind svedese Simon Heath, in arte Atrium Carceri (secondo dopo il debut 'Cellblock' del 2003), è forse la massima espressione, attualmente in circolazione, di cosa vuol dire creare musica Dark/Atmospheric/Ambient a carattere psicologico, in cui sonorità puramente e profondamente cupe e gotiche, si fondono con elementi meccanici di derivazione Sci-Fi e con venature horroifiche. Le composizioni che rendono unico e tremendamente pericoloso 'Seishinbyouin' (parola giapponese che ha l'equivalente in inglese di 'Lunatic Asylum' – tra l’altro il platter presenta diversi parlati in lingua nipponica) hanno tutte la capacità di entrare, come una scheggia impazzita, nella mente dell'ascoltatore, creando bachi nella psiche e nell'intelletto. Tutto diventa più piccolo e stretto, tutto assume contorni spessi ed umidi come pareti di antiche prigioni, tutto odora di madido e di stagnante, tutto è così intenso da non lasciare scampo... cosa c'è dietro l'angolo di un corridoio fiocamente illuminato o dietro quella fredda porta arrugginita, chi produce quei lontani rumori di sferragliamento di catene, perché gli specchi sono coperti da neri drappi di seta e da grigiastre ragnatele, chi è che osserva dal nulla e che tesse le fila... e soprattutto, ove è l'uscita di questo labirinto mentale. Incubi e paranoia vi perseguiteranno, dolore e sofferenza vi guideranno attraverso flashback di sudice deviazioni, in cui anime perse e corrotte vi urleranno tutto il loro dolore e la loro dannazione. 'Seishinbyouin' è la pura rappresentazione della claustrofobia che attanaglia il subconscio, la colonna sonora delle paure assopite, il banchetto orgiastico a base di sangue e di carne umana. Esistono tante forme di terrore sonico e di violenza musicale. Atrium Carceri è, in questo momento, quello che meglio incarna ed impersonifica quella mentale. Un platter da ascoltare senza peli sullo stomaco. Ferale. Deviato. Monumentale. Magnifico. Una release da non lasciarsi scappare assolutamente.
Recensione a cura di Massimo 'Whora' Pirazzoli

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