Vi piacciono certi Dragonforce più baggiani? Vi piacciono gli inserti elettronici e dance nel metal? Vi piace il power metal di plastica? Vi piacciono i cantanti dalla voce anonima? Vi piace sentire bravi musicisti eseguire musica da videogiochi arcade, con un mix iperprodotto e pompato allo stremo?
A posto, ho l'album per voi.
I
Dragonland non si smentiscono (per il sottoscritto, ovviamente), e rilasciano l'ennesimo album di gomma, buono per i metallari
wannabe, più interessati ai video o alla gara di shred dei chitarristi, che ad avere brani convincenti e scritti bene. Vi basterà la sola "
Dragonland" (il pezzo) per rendervi conto di che roba stiamo trattando qui. Poi, ovviamente, non metto in dubbio che un gruppo così abbia una grossa label dietro, produzione e distribuzione e promozione di altissimo livello, ma questo signora mia è proprio il triste
Zeitgeist nel quale sguazziamo, cercando di non farci travolgere. E' come se, in un certo senso, il nostro amato Mare del Metallo fosse pieno di microplastiche, e andando a fare il bagno ti capitasse di ritrovarti tra le gambe un bottiglione di Pino Silvestre del '96.
Per tutti gli altri che sanno cosa significa HEAVY Metal, prego rivolgersi altrove. Agevolo reperto audio/video.
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