“IlL NEMICO DEL TUO NEMICO E' TUO AMICO!”
Il settimo sigillo degli
Xentrix (il terzo dall’inatteso ritorno del 2019) si basa sul suddetto motto ripreso, non solo dal titolo, ma anche dall’inconfondibile artwork ad opera di Dan Goldsworthy in cui, lo spietato manager in carriera (divenuto ormai mascotte ufficiale della band, dai gloriosi tempi di
For Whose Advantage?), arriva addirittura scendere a patti con la Morte (nemica giurata dell’esistenza umana), mentre tutt’intorno, sabbie mobili, cadaveri ed un paesaggio decisamente fatiscente, fanno da triste cornice.
Allied With The Enemy, uscito per la fedele
Listenable Records, ci mostra una band ancora esplosiva (nonostante l'impietoso incedere del tempo) ed animata da un’indole distruttiva mai doma che trova la sua consacrazione in composizioni toste, spigolose, piacevolmente monolitiche (in linea con lo stile della band britannica) e travolgenti (vedasi brani come
Rip Saw, Nil By Mouth, Snake In Waiting, No Bridges Left To Burn).
Capita però anche, che talvolta, la suddetta ferocia musicale si tramuti in qualcosa di meno immediato e più intimo (per quanto, il termine "intimo" possa valere all'interno del song-writing degli
Xentrix), prestando il fianco ad un gradevole, quanto insolito, lato malinconico, dal sapore indefinitamente romantico. Ne nascono fraseggi ed arpeggi profondi (
On Burned Remains) e brani dal taglio vagamente introspettivo (
The Dark Eternal o la strumentale
We Drink The Same Poison), che costituiscono una sorprendete, quanto interessante, variante musicale all’interno della spessa densità compositiva della band.
Comunque, a parte questi epidosi più unici che rari, l’intero disco è caratterizzato da riffs schiacciasassi (si pensi all’accoppiata costituita dalla title-track e dalla successiva
Killer Unknown, ma anche alla groovosa
Doomsday Hook, o ancora, alla bellicosa
Where The Madness Lies), macinati con cura maniacale da
Kristian Havard e
Jay Walsh che, attraverso la sua caratteristica timbrica acida, sputa fuori tutta l’insofferenza che i Nostri hanno in corpo; a completare l’opera poi, ci pensano il basso pungente di
Chris Shires e la batteria martellante del solito
Dennis Gasser.
Insomma, anche se gli anni passano, gli
Xentrix non si smentiscono nemmeno in questa occasione dimostrando, una volta ancora che, gira e rigira, alla lunga, con loro si va sempre sul sicuro!
Allied With The Enemy è il classico lavoro forgiato con il tradizionale Sacro Fuoco Thrash di Preston, in cui sostanza e furia compositiva dominano su tutto il resto, convivendo tuttavia con delle inattese e coinvolgenti aperture melodiche, che ne arricchiscono ulteriormente il sound, donando freschezza e perfino emotività all’intero lavoro.
Un difetto di questo album? Forse un pelo troppo lungo? No, scherzo…va benissimo cosi!
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