I marchigiani tornano dopo quattro anni con questo album sotto le insegne della nostrana
Punishment18.
La band ha sempre percorso il sentiero del più puro heavy metal ma con la certezza di non voler imitare ma esercitare questa passione con una dose di personalità.
Anche qui risalta la voglia di aggiungere del proprio un pochino alla volta come la scelta di inserire brani in lingua madre invece del più classico inglese come nella titletrack che vede la partecipazione di
Giacomo Voli dei
Rhapsody Of Fire, oppure nella malinconica traccia acustica finale “
Ho dimenticato” se vogliamo citarne un paio.
In altri casi aggiungono un lato più sinfonico per così dire con l’aggiunta di un cantato femminile adeguato come nella rocciosa “
The other side”, oppure danno un segnale di critica sul controllo delle macchine sull’uomo come in “
A. I.”; il nuovo aggiunto alla formazione, il chitarrista
Andrea Marrasi svolge bene il suo compito facendo squadra con l’ascia del veterano
Marco Vitali e dando compattezza ai brani.
Un album che soddisferà i palati in cerca del metallo più puro ed incontaminato, bel ritorno.
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