Copertina 7,5

Info

Genere:Prog Rock
Anno di uscita:2026
Durata:59 min.
Etichetta:Rustblade Records

Tracklist

  1. TENEBRE
  2. GEMINI
  3. SLOW CIRCUS
  4. LESBO
  5. FLASHING
  6. TENEBRE (REPRISE)
  7. WAITING THE DEATH
  8. JANE MIRROR' THEME
  9. FLASHING REMIX BY TIBIA
  10. WAITING THE DEATH (COVER BY SIMULAKRUM LAB)
  11. TENEBRE 8SIMONETTI HORROR PROJECT VERSION)
  12. TENEBRE (FEAR VERSION)
  13. TENEBRE (DAEMONIA LIVE VERSION)
  14. TENEBRE (LIVE IN JAPAN)

Line up

  • Claudio Simonetti: Keyboards, synths, vocoder
  • Cecilia Nappo: bass
  • Daniele Amador: guitars
  • Federico Maragoni: drums, percussion

Voto medio utenti

L’impulso era diventato irresistibile, c’era una sola risposta alla furia che lo torturava, e così commise il suo primo assassinio; aveva infranto il più profondo tabù, e non si sentiva colpevole ne provava ansia, o paura, ma libertà; ogni ostacolo umano, ogni umiliazione che gli sbarrava la strada poteva essere spazzato via da questo semplice atto d’annientamento, L’OMICIDIO
(Dario Argento, Tenebre, 1982)

Continua l’opera di recupero della propria storia artistica condivisa con il “maestro del brivido” Dario Argento per i Goblin di Claudio Simonetti.
Questa volta tocca una pietra miliare, non solo come colonna sonora ma anche come pellicola, allora segnava il ritorno per Argento al thriller e la modernità di questo commento sonoro non è cambiata di un millimetro; la formazione romana non fa un’operazione copia e incolla”, ma cerca di unire lo spirito originario senza intaccare nulla delle atmosfere legate a queste tracce.
Basta sentire la mitica apertura e titletrack, con quel tempo dettato dalla sezione ritmica di Federico Maragoni e Cecilia Nappo e la melodia generata dalle tastiere dell’iconico Claudio Simonetti.
Altra perla è “Lesbo” dal tiro rock, questo mid tempo viene condotto abilmente dalla chitarra di Daniele Amador coadiuvato dal tastierista e compositore di origine brasiliana.
Per non parlare della moderna ed attualissima “Flashing” dove l’elettronica la fa da padrona e non sembra vero che sia stata composta più di quarant’anni fa.
Altro da dire non ce n’è, perché la colonna sonora originale è storicizzata ma questa rilettura rispettosa ne è un gran bell’omaggio fatto col cuore, fatelo vostro.
Recensione a cura di Matteo Mapelli

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