Copertina 7

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2026
Durata:41 min.
Etichetta:Eisenwald

Tracklist

  1. GRONDELOOS DONKERE BOSSEN
  2. CONDITIES DER AFSTRAFFING
  3. ZWARTE ZOMERMAAN

Line up

  • M. Koops: guitars
  • B. Mollema: vocals, lyrics

Voto medio utenti

Autentici anacoreti del metal estremo, i Fluisteraars continuano imperterriti nel loro percorso musicale eccentrico nel senso più squisitamente etimologico del termine. Non parliamo, si badi, di mero snobismo di stampo elitista, bensì di una ricerca artistica legata a dinamiche volutamente inattuali, per certi versi autolesionistiche, in ogni caso aliene alle tragiche modalità di fruizione musicale odierne.

Eccoci quindi alle prese con un full length di tre brani per oltre quaranta minuti di musica complessiva, presentato da un artwork che definirei naif per mantenermi nell’alveo del politicamente corretto, ancora una volta con lyrics in lingua olandese, l’idioma più difficile in natura [semi-cit.], registrato interamente live in una take in una torre abbandonata dalle parti di Arnhem
A ciò si aggiunga, ad abundantiam, un complessivo ispessimento della componente black nella miscela sonora, che abbandona quasi del tutto gli echi folk, psichedelici e vintage percepibili nelle precedenti releases in favore di una maggiore incisività delle trame chitarristiche.

Jacht der Mysteriën”, d’altra parte, non rinuncia affatto alle tinte ambient e atmosferiche, che vengono però declinate con maggior rudezza, con una insistenza ritmica e strutturale piuttosto marcata e attraverso soluzioni meno sognanti.
Insomma: ascoltare i Fluisteraars in cuffia e con gli occhi chiusi continuerà a materializzare nelle vostre menti immagini di boschi zeppi di ancestrali segreti, ma a questo giro fa capolino un elemento di minaccia subliminale, come se il buio fosse più fitto, l’aria più gelida e la vegetazione più ostile e impenetrabile…

La qualità compositiva, come sempre, si mantiene su standard elevati, benché ad ogni release dei Nostri mi aspetti un definitivo salto di qualità che ad oggi, ahimè, non si è ancora verificato.
Capolavoro, quindi, proprio no; ennesima bella prova di una formazione fieramente sui generis, anacronistica, di nicchia, direi senz’altro di sì.

Se come Pascoli amate smarrirvi nella nebbia impalpabile e scialba, percorrendo sentieri foschi e poco battuti, “Jacht der Mysteriën” potrebbe farvi palpitare il cuore.
Recensione a cura di Marco Cafo Caforio

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